Pistola con colpo in canna sotto il divano

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Nule, arrestato allevatore di 47 anni. Nei guai anche il fratello che aveva in casa 500 cartucce (comprese le 357 magnum)di Gianni Bazzoni

19 Novembre 2020

NULE. Armi e cartucce sono stati trovati nelle abitazioni di due fratelli di Nule. La scoperta è stata fatta dai militari della stazione dei carabinieri di Benetutti che hanno svolto una attività in collaborazione con il Nucleo cinofili dello Squadrone Cacciatori di Abbasanta. Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba e ha portato all’arresto di Renato Riccardo Manca, 47 anni, allevatore di Nule: nella sua abitazione gli investigatori hanno trovato una pistola Beretta calibro 7,65 con la matricola abrasa e il colpo in canna, quindi pronta all’uso. L’arma era nascosta sotto il cuscino del divano, una posizione che potrebbe essere definita “strategica” e di facile accesso in caso di necessità. L’uomo è stato arrestato e dopo le formalità espletate in caserma trasferito nel carcere di Badu ’e Carros di Nuoro a disposizione dell’autorità giudiziaria che segue le indagini. Gli accertamenti ora proseguono per verificare se la pistola sia stata utilizzata per commettere reati in passato. Per questo l’arma è stata inviata agli specialisti del Ris di Cagliari per le valutazioni tecniche.Nei confronti del fratello dell’arrestato, invece, è scattata la denuncia in stato di libertà. A casa i carabinieri gli hanno trovato circa 500 proiettili di vario calibro tra cui 357 magnum, calibro 12 e 9×21. Un carico di munizioni notevole, assolutamente non giustificabile e che ha convinto gli investigatori a verificare con attenzione la posizione dell’indagato, anche in relazione a possibili collegamenti con altre persone del territorio.É credibile che le due posizioni vengano ora messe insieme dagli amministratori per capire il perchè della massiccia presenza di munizioni e della pistola con il colpo in canna nelle mani dei due fratelli di Nule. Tra i due, il più conosciuto è sicuramente l’arrestato: Renato Riccardo Manca nel 1999 era stato condannato a 15 anni di carcere, con sentenza confermata in appello e in Cassazione (quando di anni ne aveva solo 26) per l’omicidio del compaesano Dionigi Mellino di 23 anni, avvenuto il 2 novembre del 1996.Secondo quanto emerso dalle indagini e poi confermato nei vari gradi di giudizio, Diego Mellino venne ucciso con un colpo di pistola sparato all’esterno di un bar del paese. A sparare – secondo gli inquirenti – fu proprio Robero Riccardo Manca in un momento di rabbia dopo una lite con alcune persone che si trovavano nel locale. Ora bisognerà attendere gli accertamenti tecnici richiesti sulla pistola calibro 7,65 per sapere la provenienza dell’arma e il suo eventuali utilizzo in eventuali azioni criminose.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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