Comitati e associazioni nasce “La sanità si cura”

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La rete sarda muove i primi passi da Alghero e si allarga in tutta l’Isola Un ordine del giorno dell’Anci regionale verrà trasmesso ai 377 comuni 
ALGHERO . Nasce in Sardegna la rete “LaSanitàsiCura”, formata da un coordinamento di comitati territoriali, associazioni e movimenti di pazienti, di cittadine e cittadini, per tutelare la sanità pubblica. Da Alghero a Cagliari, passando per Oristano e Nuoro, venti associazioni e comitati, ma ogni giorno arrivano nuove adesioni. É un grido di dolore quello che si leva ormai in ogni comunità della Sardegna. La rete “LaSanitàsiCura” nasce da un’idea di Mario Bruno, già vice presidente del consiglio regionale della Sardegna e sindaco di Alghero, con lo scopo di raccogliere e dare forza alle realtà organizzate che in tutta l’isola si preoccupano del diritto alla cura e del bisogno di salute delle persone, al fine di raggiungere alcuni obiettivi condivisi. Un primo livello di azione vuole essere quello istituzionale, con l’ordine del giorno che, attraverso l’Anci regionale, verrà trasmesso a tutti i 377 comuni della Sardegna perché sia discusso, adottato e trasmesso al presidente della Regione. «Appuntamenti rinviati, agende chiuse, liste d’attesa che superano l’anno – si legge nella nota del coordinamento “LaSanitàsiCura” – costringono le cittadine e i cittadini sardi a rivolgersi al privato, a pagamento, per ottenere le cure di cui hanno bisogno e a cui hanno diritto, si legge nel documento del comitato. Un intollerabile divario separa chi può e chi non può permettersi le cure. Gli interventi di prevenzione, come gli screening antitumorali, non si effettuano più o si effettuano con un ritardo che potrebbe renderli inefficaci; migliaia di persone con malattie croniche non riescono a ottenere una visita di controllo dai pochi specialisti rimasti nei rispettivi servizi».Nel frattempo il diffondersi incontrollato dell’epidemia da Covid-19 rende ogni giorno più evidente la carenza di assistenza territoriale e l’insufficiente dotazione di posti letto, specie quelli di terapia intensiva, degli ospedali sardi. Le operatrici e gli operatori della sanità sono in grande affanno. «Alla regione – concludono i coordinatori della rete “LaSanitàsiCura” – si chiede un’organizzazione sanitaria che tenga conto delle esigenze di una efficace assistenza territoriale e ospedaliera, di effettuare precise scelte di bilancio relativamente agli investimenti sulla sanità pubblica. Occorre assumere specialisti al fine di recuperare le numerose visite di controllo ad oggi sospese; assumere infermieri e ausiliari; aumentare le ore, in straordinario, del personale specialistico, infermieristico e ausiliario in organico».Nicola Nieddu

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