Sassari, il pronto soccorso è al collasso

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Alle centinaia di pazienti che si presentano ogni giorno si aggiungono anche i positivi al virus di Luigi Soriga

22 Ottobre 2020

SASSARI. Mai il pronto soccorso ha conosciuto il deserto come lo scorso lockdown. Il focolaio del Santissima Annunziata aveva funzionato da straordinario deterrente per i codici bianchi e verdi. A marzo e aprile l’approccio era più o meno questo: meglio gestire a domicilio i piccoli inconvenienti di salute, piuttosto che rischiare il contagio. In questa seconda ondata però lo scenario è del tutto differente. L’ospedale non è percepito come l’epicentro del virus, e gli accessi sono tantissimi. In questo fiume umano che si riversa quotidianamente sul pronto soccorso, si aggiungono i frequenti casi di positività al Covid, che inevitabilmente inceppano la macchina assistenziale. Il risultato è che il sistema è già al collasso.A lanciare l’allarme e chiedere alla Regione una serie di provvedimenti immediati, è il sindacato degli infermieri Nursing Up. «Il Pronto soccorso di Sassari è ogni giorno preso d’assalto da pazienti con le più disparate patologie – spiega il segretario territoriale Alessandro Nasone – dal politrauma alla banale influenza e, a seconda dell’affluenza, entra in crisi a causa della mancanza di personale infermieristico e di ausiliari e soprattutto a causa della mancanza di coordinamento con gli altri ospedali del territorio. Proprio questi ultimi, in una tale situazione, dovrebbero prendersi carico di pazienti anche complessi. Occorrerebbe un coordinamento con l’Areus». Le giornate più critiche si registrano il fine settimana e sabato scorso è bastata la chiusura del Pronto Soccorso di Ozieri per sanificazione dopo un transito di un paziente Covid + per far precipitare la situazione. «Questa chiusura – prosegue Nasone – ha provocato un ulteriore saturazione di pazienti nel presidio di Sassari, già impegnato in vari codici rossi e con le sale Covid operative con pazienti in fase di stabilizzazione. Nonostante si conoscesse la situazione di criticità all’interno del Pronto Soccorso del Santissima Annunziata, il territorio ha continuato a centralizzare pazienti con patologie che potevano essere gestite anche in altri presidi come quelli di Alghero o Olbia. Tutto ciò ha provocato un rallentamento di tutte le operazioni di diagnostica e naturalmente un disagio crescente nei pazienti ammassati nei corridoi e in barella senza un’adeguata assistenza». E aggiunge: «Tali carenze non possono certo essere imputate agli infermieri e ai medici presenti i quali devono invece operano in condizioni difficili e con scarsità di risorse umane e tecnologiche. La nostra sensazione è che si stiano tappando falle che continuamente si aprono, causate da una mancanza di coordinamento fra le Aziende sanitarie del territorio (Aou – Ats e Areus); tre entità che devono dialogare e che invece sembrano distanti fra di loro e in tutto questo gli unici che piangono sono i pazienti e gli operatori sanitari che sono buttati allo sbaraglio, nonostante protocolli e procedure che, a causa dell’alto afflusso dei pazienti, continuano a saltare». Il rischio dejavù è alto: «Se si continua di questo passo ci ritroveremo a fare i conti con pazienti positivi al Covid anche in reparti che dovrebbero essere free. Abbiamo invitato a riflettere se non fosse il caso di attivare un secondo Pronto Soccorso a Sassari dove far confluire tutte le patologie respiratorie evitando un mescolamento di patologie negli ambienti attuali. Siamo anche convinti che allo stato attuale non bastino più i pronto soccorso presenti nel territorio del Nord Ovest della Sardegna e forse è il caso di riattivare i Pronto Soccorso dell’Alivesi di Ittiri e di Thiesi al fine di decongestionare quello di Sassari. Non capiamo perché nella provincia di Cagliari ci siano 9 pronto soccorso mentre nella provincia di Sassari solo 5. Non capiamo perché ancora non ci siano strutture che possano ospitare gli asintomatici diminuendo il carico sugli ospedali. Non Capiamo perché la Regione non abbia ancora proceduto ad autorizzare l’espletamento dei concorsi per infermieri, oss e di altre figure sanitarie, lasciando nella precarietà centinaia di persone. Il sistema rischia di crollare perché fra poco crolleranno gli infermieri e i medici che in questi giorni sono sottoposti ad un stress psico-fisico elevato. Il Pronto Soccorso di Sassari è la porta dell’Hub ospedaliero del Nord Sardegna e si continua a metterlo sotto stress, saturandolo di pazienti che potrebbero essere gestiti nel territorio circostante. Se il Santissima Annunziata ritorna ad essere il cluster che è stato in primavera non si dia la colpa al personale sanitario ma si avvii una seria riflessione per la ricerca delle motivazioni e delle soluzioni».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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