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Abusi su 13enne, accuse al vicino

Commerciante di 44 anni a processo per violenza sessuale. La ragazzina: «Mi ha palpeggiato il seno». di Nadia Cossu

28 Settembre 2020

SASSARI. Alle educatrici della comunità protetta dove era stata inserita su decisione del tribunale dei minori, a un certo punto ha detto di non voler tornare a casa dalla mamma (che si trovava agli arresti domiciliari) per la consueta visita bisettimanale. Tanto meno voleva vedere quei due vicini di casa (una coppia di commercianti) che aiutavano economicamente lei e sua madre. Per loro, così dicevano, era un gesto di solidarietà verso una famiglia nella quale mancava la figura paterna e che stava affrontando un periodo di difficoltà. Un rifiuto, quello della ragazzina, apparso da subito strano, perché quei due coniugi – agli occhi degli educatori – erano un punto di riferimento per la tredicenne e per sua madre, a tal punto che avevano anche chiesto l’affido della ragazzina.Ma improvvisamente la tredicenne rivela il motivo della sua decisione e racconta che un giorno l’uomo, approfittando di un momento in cui la moglie non era in casa, l’aveva palpeggiata nel seno. Immediatamente gli educatori segnalano l’accaduto al tribunale dei minori che come prima cosa blocca i rapporti con questa famiglia.Durante l’incidente probatorio davanti al giudice la ragazzina conferma tutte le accuse e racconta nel dettaglio l’abuso subìto. L’uomo, di 44 anni, nel frattempo viene iscritto nel registro degli indagati e finisce a processo «perché – scrive il pubblico ministero – con violenza (consistita nell’aver agito con azione improvvisa tale da non consentire alcuna difesa) e mediante abuso di autorità (essendo vicino di casa, nonché persona molto vicina alla madre della minore, che lo chiamava “daddy”, papà) costringeva la minore infraquattordicenne a subire atti sessuali, consistiti in palpeggiamenti nel seno, avvenuti in almeno due occasioni». Con relative aggravanti: reato commesso nei confronti di persona di età inferiore ai 14 anni, l’aver approfittato dell’età della vittima che non poteva difendersi, e trovandosi da solo con la ragazzina nella propria abitazione approfittando della momentanea assenza della moglie e del fatto che la madre della 13enne si trovasse agli arresti domiciliari. L’imputato, assistito dall’avvocato Gianluigi Poddighe, si è sempre difeso e ha spiegato del grande rapporto di affetto e amicizia che legava la sua famiglia a quella della (presunta) vittima. Soprattutto ha negato di aver mai toccato la ragazzina né di aver mai lontanamente pensato di farlo.In aula, però, davanti al collegio presieduto dal giudice Salvatore Marinaro, sentita come testimone dal pubblico ministero Enrica Angioni, alcuni giorni fa la mamma della ragazzina ha aggiunto alla storia un ulteriore agghiacciante particolare. La donna ha riferito che la figlia le aveva detto di non voler più andare a casa dei due commercianti perché «lui si era abbassato i pantaloni, poi li aveva abbassati a lei e l’aveva toccata nelle parti intime». Un dettaglio che finora non era mai emerso nel processo e che dovrà necessariamente essere approfondito (non è escluso che venga chiesto di risentire la parte offesa). La donna non ha invece fatto riferimento al palpeggiamento sul seno perché la figlia non gliene avrebbe parlato. Il processo è stato aggiornato al 27 gennaio quando il pubblico ministero sentirà gli ultimi testimoni della lista. Poi saranno sentiti quelli citati dall’avvocato Poddighe.©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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