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Thiesi, a rischio chiusura l’Istituto commerciale

A pochi giorni dall’inizio delle lezioni si attende il verdetto del Provveditorato Sette studenti col fiato sospeso: ancora non sanno dove andranno a studiaredi Daniela Deriu

27 Settembre 2020

THIESI. Allarme per la mancata concessione della classe prima dell’istituto tecnico commerciale Musinu di Thiesi. A pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni, l’Ufficio scolastico regionale non si è ancora pronunciato sull’autorizzazione alla formazione della prima classe dell’Itc, sede associata del “Fermi” di Ozieri. Sono sette i ragazzi che attendono di sapere se potranno seguire le lezioni a Thiesi, paese che hanno scelto per mille motivi di carattere anche economico, oltre che formativo. L’istituto di Thiesi, che da sempre offre corsi all’avanguardia e la possibilità, grazie alle borse di studio, di iscriversi nei più prestigiosi atenei della penisola, rischia la chiusura, con una grave perdita per il territorio. Per ora il fiato rimane sospeso. Da diversi mesi gli amministratori locali del Meilogu chiedono alle autorità scolastiche di autorizzare la formazione della classe, che, proprio perché sottodimensionata, si presenta come il modello ideale di quella che dovrebbe essere l’organizzazione didattica in tempi di Covid. Le linee guida e gli esperti invocano infatti la divisione dei gruppi classe in “gusci”costituiti da un numero esiguo di alunni, a tutela della loro sicurezza. All’interno delle scuole si applicano rigorosi protocolli sulle entrate, sulle uscite e sui percorsi che gli studenti e tutto il personale dovranno rispettare per garantire il distanziamento sociale, mentre a Thiesi si vive un vero e proprio calvario e la rabbia dei ragazzi e genitori per l’attesa della concessione della classe. La mancata autorizzazione, oltre che gettare nello sconforto di un’attesa ingiustificata i ragazzi e le loro famiglie, avrà come effetto immediato il reindirizzamento verso le scuole di Sassari degli studenti iscritti a Thiesi, con un aumento della pressione sul flusso dei pendolari, costretti a viaggiare su mezzi pubblici insufficienti a garantire condizioni di trasporto in sicurezza. L’emergenza Covid ha cambiato radicalmente le coordinate della nostra vita quotidiana e richiede profonde revisioni nelle regole della organizzazione dell’intera rete scolastica. Con l’avanzata della pandemia, il dovere di protezione verso i cittadini, i soggetti fragili e gli studenti si realizza anche a partire dal mantenimento dei presidi scolastici nei territori. In questo momento la parola deroga, che così tanto inquieta la burocrazia amministrativa, deve essere sostituita con la parola autorizzazione. Concedere la prima classe dell’Itc di Thiesi non significa fare un’eccezione alla regola, in questo caso rappresentata dai ferrei parametri numerici per la formazione delle classi, bensì avere il coraggio di introdurre un nuovo ordine nella risposta ai bisogni dell’utenza scolastica: l’ordine della responsabilità. Gli studenti sono il bene più prezioso che la scuola riceve in carico dalle famiglie e dalla società. Nello sfondo di una minaccia insidiosa come quella del Coronavirus, le loro aspettative di protezione e di crescita sono tutte nelle mani di chi dovrebbe amministrare la scuola a misura della loro sicurezza. I sette alunni di Thiesi, insieme alle loro famiglie, attendono una risposta.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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