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Quando la valle era un piccolo eden

Vigne, oliveti, un giardino: lo studio di Ponzeletti sulla tenuta di San Sebastiano
SASSARI. Corsi d’acqua, vasche, canali, una dragonara, un mulino. Nella vasta vallata del Fosso della Noce l’acqua era fonte, nei secoli scorsi, di prosperità. Ora la mette a rischio. Lo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti aveva eseguito una ricerca nel 2012 su commissione del Garden Club intitolata “Prima del Museo. Il Museo è quello intitolato a Giovanni Antonio Sanna, l’imprenditore e mecenate grazie alla cui donazione venne creato il primo nucleo del museo sull’antico predio di San Sebastiano, da nome della chiesa e del convento che sorgevano, pare, tra via Sanna e via Roma. Nello studio Ponzeletti parla di una tenuta vasta 17 ettari che si estendeva da via Roma fino, appunto, al Fosso sul lato nord est e verso il castello aragonese a nord ovest. Nel 1779 i padri domenicani lo vendettero a don Carlo Cugia, cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, tenente colonnello dell’esercito sardo e maggiore della piazza militare di Sassari. Non sembrava un buon affare perché i terreni erano pietrosi e non concimati. Ma Cugia trovò fonti d’acqua intercettando una vena posta nel banco calcareo sotterraneo e canalizzando in superficie le acque di quella che poi venne chiamata la dragonara di San Sebastiano. Nei terreni c’erano migliaia di olivi, il frutteto, l’agrumeto, la vigna, orti e un giardino. Un vero eden nel che Cugia si godette fino alla morte avvenuta nel 1837. Gli eredi, i figli e la moglie donna Dorotea Manca di Mores, fecero stilare in quell’occasione l’inventario e la divisione dei beni dal notaio Tommaso Delitala che hanno consentito di conoscere nel dettaglio la proprietà, composte anche della casa padronale e da altri immobili. La tenuta fu venduta da don Giovannico e don Andrea Cugia all’ozierese don Giommaria Sussarello. Patriota distintosi nel primi moti liberali del 1821 e che fu esiliato per 25 anni. Sussarellu riacquistò una posizione diprimo piano a Sassari e fu nominato, con decreto reale, sindaco della città dal 1853 al 1854. Poi la vedova vendette nel 1869 la tenuta a Giovanni Antonio Sanna.

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Written by ViviSassari

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