Covid, Sotgiu: «Stranieri in arrivo in Sardegna e scuole sono fattori di rischio»

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Giovanni SotgiuIl parere di Giovanni Sotgiu, docente di statistica medica: «La rete di controlli è necessaria»CAGLIARI. Emergenza sanitaria sì o no? No, secondo il Tar che giovedì ha azzerato gran parte dell’ordinanza sui test anti-Covid nei porti e negli aeroporti. Sì, per il comitato tecnico-scientifico regionale, ma le previsioni degli esperti non sono bastate per mettere a tacere il ricorso presentato dal Governo. «Non entro nel merito della decisione del Tar, ma ribadisco la solidità del dossier che abbiamo consegnato alla Regione e alla base dell’ordinanza poi emessa dal governatore Christian Solinas». A sostenerlo è Giovanni Sotgiu, docente di statistica medica all’università di Sassari, e che del comitato scientifico fa parte. In questo scampolo d’estate – aggiunge – «i fattori di rischio sono e saranno soprattutto due».Quali?«Il primo è che a settembre, in Sardegna, arrivano da sempre soprattutto turisti inglesi, francesi e tedeschi. Cioè partono proprio dai tre Paesi europei che oggi registrano il più alto numero di contagi giornalieri. La Francia viaggia sui 9-10mila casi ogni 24 ore. La Germania è alle prese con un nuovo picco e in Inghilterra diverse zone ritorneranno a essere chiuse. È per questi motivi che avevamo suggerito i tamponi preventivi fino al 7 ottobre».Un eccesso di zelo, secondo il Tar.«No. Da diverse settimane abbiamo la certezza che il virus circola in Sardegna fra i residenti soprattutto dopo i casi importati ad agosto. La rete di controlli era quindi necessaria per evitare un nuovo possibile impatto con l’arrivo di turisti da Francia, Germania e Inghilterra. L’ordinanza contestata dal Governo era una misura in difesa della salute pubblica per ridurre il più possibile l’eventuale aumento dei contagi».Il secondo motivo tecnico-scientifico?«La riapertura delle scuole fra quattro giorni. Siamo alla vigilia di un’altra situazione ad alto rischio e non sappiamo ancora quali potrebbero essere i contraccolpi anche se tutti ci auguriamo siano minimi. Però se mettiamo assieme l’arrivo di turisti e la riapertura delle scuole è evidente che, nelle prossime settimane, potrebbero aumentare le probabilità di una massiccia circolazione del virus. È per questi motivi che, all’inizio del mese, abbiamo sollecitato al governatore di alzare il livello di guardia».È vero che, come esperti, avevate suggerito di emettere a giugno la stessa ordinanza ora bocciata?«È vero. Il governatore era pronto a firmarla».Cos’è accaduto invece?«Che le polemiche hanno avuto il sopravvento e Solinas è stato costretto a rinviare la data».Forse perché a monte c’era, ieri come oggi, la questione complicata dei test obbligatori.«Dal nostro punto di vista, quello tecnico-scientifico, continuiamo a ripetere questo concetto: i tamponi preventivi sono l’unica barriera possibile contro la diffusione dei contagi. Non lo sosteniamo soltanto noi, è così dappertutto». (ua)

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