Sbatte su un ramo, fa causa al Comune

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Un pensionato era caduto sul marciapiede e si era fratturato vertebre e femore. Chiesti 250mila euro di dannidi Nadia Cossu

04 Settembre 2020

SASSARI. Un ramo d’albero decisamente “ingombrante”, una vera e propria insidia ad altezza d’uomo sul marciapiede di via Carlo Felice. Un 87enne di Sassari, dopo aver parcheggiato la macchina nel piazzale davanti a Banca Intesa, ci era andato a sbattere, era finito a terra e aveva perso i sensi. Era il mese di luglio del 2016 e il pensionato, soccorso da un’ambulanza e trasportato d’urgenza in ospedale, aveva riportato la frattura del femore e di due vertebre. Era stato anche operato ma dopo quell’incidente non è più stato autosufficiente. Ha perso la sua autonomia – basti pensare che fino a quel momento guidava la macchina nonostante l’età avanzata – ed è costretto a dipendere dai suoi figli. La famiglia dell’anziano si è rivolta all’avvocato Luigi Pisanu che ha fatto causa al Comune di Sassari chiedendo il risarcimento dei danni che ammonterebbero, solo per la situazione patita dall’uomo, a circa 250mila euro (tra danni non patrimoniali e danno morale). Poi ci sarebbero quelli ricaduti sui figli che da allora ogni giorno devono garantire l’assistenza al proprio genitore. «L’intrinseca insidiosità di un ramo sporgente da un albero piantato al centro di uno stretto marciapiede – ha spiegato il legale – nel caso di specie deve essere anche rapportata all’età della vittima (che oltretutto aveva anche necessità degli occhiali da vista), oltre che agli obblighi di legge che gravano in capo a chi è chiamato ad amministrare la città». L’avvocato Pisanu ha poi richiamato il regolamento adottato dal Comune nel 2008: «Il Comune di Sassari – spiega – deve essere ritenuto responsabile dell’incidente anche perché l’articolo 13 del Regolamento per la tutela del verde pubblico prevede, fra le varie ipotesi, che “la potatura delle alberature pubbliche” debba essere effettuata anche per ragioni “di pubblica incolumità”». E la sporgenza di un ramo a un metro e quarantacinque di altezza è certamente un pericolo concreto per i pedoni.Il signore era appena sceso dalla macchina e stava salendo sul marciapiede quando aveva battuto la fronte all’albero. Era rimasto come stordito e alcuni testimoni lo avevano visto cadere a terra. Non reagiva, non parlava. Si era temuto il peggio, poi il soccorso dell’ambulanza e il lungo ricovero in ospedale. La sua vita oggi non è più la stessa di prima, e non solo per via dell’età. Visite mediche, spese di rilievo per esami e cure, perdita dell’autonomia e necessità di continua assistenza hanno messo a dura prova la sua tempra fino a quel momento robusta. Ora bisognerà attendere la decisione del giudice.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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