Sassari, invalido al cento per cento aspetta una visita da 5 mesi

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«Ho un catetere che mi provoca dolori atroci, non trovo un urologo che mi veda». L’odissea di un 74enne in carrozzella: neppure la richiesta “urgente” è servita   di Nadia Cossu

28 Agosto 2020

SASSARI. Da cinque mesi è invalido al cento per cento per una serie di gravi patologie ed è costretto a passare le giornate su una sedia a rotelle. Tre ricoveri a Sassari, Alghero e Ploaghe e una convivenza “forzata” con quello che il signor Paolo, 74enne di Alghero, definisce «un corpo estraneo che non mi appartiene». Ossia un catetere fisso che si è reso necessario in seguito a problemi alla prostata. E qui nasce l’emergenza: «Sto male, il catetere ultimamente mi sta creando serie difficoltà – spiega – e da cinque mesi sto provando inutilmente a ottenere una visita urologica. Ho dovuto richiedere già tre volte l’intervento dell’ambulanza che mi ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Civile di Alghero. Lì hanno fatto quello che potevano, non essendoci un urologo come medico di guardia hanno sistemato loro il catetere ma il problema persiste. Le urine non scorrono normalmente nella apposita sacca e questo mi provoca fitte molto dolorose e un bruciore insopportabile per via dell’assenza di minzione. Nonostante tutto ciò non riesco a fare una visita dall’urologo».Un’odissea sanitaria, quella del 74enne, che come lui stesso ha spiegato avrebbe potuto risolversi tempo fa ma una serie di intoppi ha determinato un rallentamento generale dell’attività ospedaliera che poi ha avuto inevitabili ripercussioni sugli ammalati: «In realtà – spiega infatti il signor Paolo Bruno – era stata programmata l’operazione alla prostata ma è saltata perché ho dovuto subire un altro importante intervento in Neurochirurgia a Sassari. Quando poi, dopo il periodo di riabilitazione a Ploaghe sono rientrato a casa, ci si è messo di mezzo anche il lockdown e da allora non sono più riuscito a prenotare una visita urologica». E nemmeno rivolgersi a un privato, ultimamente, è servito: «Ho chiamato il primario di Urologia dopo aver recuperato il suo numero di cellulare. Lui a dire il vero è stato molto gentile, però mi ha spiegato che fino a settembre è in ferie. Allora ho provato con il suo vice, ma mi è stato detto che sta per andare in pensione e quindi è sfumata anche questa possibilità. Non so più a chi rivolgermi». Ma ciò che forse più di tutto ha suscitato perplessità e amarezza è l’assenza di risposte dall’Urp (ufficio relazioni con il pubblico) dell’Asl: «Li ho contattati quindici giorni fa per spiegare la situazione e chiedere cosa potevo fare perché un urologo mi visitasse in tempi rapidi – dice il signor Paolo – Mi hanno detto di spedire via mail l’impegnativa del mio medico curante con la richiesta di visita urgente. E così ho fatto. Ma sono passate due settimane e nessuno si è fatto sentire. Vorrei capire per quale ragione mi hanno fatto fare questa ulteriore trafila e soprattutto cosa significhi per loro la parola “urgente”».In attesa che qualcosa finalmente si smuova, il 74enne di Alghero è costretto a convivere ogni giorno con dolori tremendi che si aggiungono alle sofferenze legate agli altri problemi di salute. Un’attesa diventata insostenibile perché la sopportazione continua di un dolore fisico mette inevitabilmente a dura prova. «Cos’altro posso fare? – dice il pensionato algherese, con voce pacata, mai una parola sopra le righe, nonostante tutto – In attesa della chiamata passeggio nel giardino di casa, sulla mia sedia a rotelle…».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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