«Il Comune ristrutturi il Carmelo»

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La proposta della Provincia alla Regione sui lavori di restauro per creare il Museo del Novecento di Paoletta Farina

28 Agosto 2020

SASSARI. La Provincia propone che sia direttamente il Comune a eseguire i lavori di restauro dell’ex convento del Carmelo per poterlo aprire alla città come museo dell’Arte del Novecento e del Contemporaneo. La richiesta formale è partita dall’amministrazione di piazza d’Italia, proprietaria del complesso risalente al Seicento, all’assessore regionale ai Beni culturali Andrea Biancareddu, al sindaco Nanni Campus e all’assessore comunale alla Cultura Rosanna Arru. Ed è il tassello da sistemare per arrivare alla firma del protocollo d’intesa trilaterale tra la stessa Provincia, Comune di Sassari e Regione che consentirà di far entrare nel polo museale regionale l’ex Carmelo e il museo dell’Artigianato e del Design intitolato ad Eugenio Tavolara.Già dallo scorso anno si era lavorato per definire una questione che va avanti da più di un decennio. A marzo si era arrivati a definire una bozza preliminare. Poi era arrivata l’emergenza Covid a dilatare i tempi. A fine giugno la Regione ha chiesto l’assenso definitivo alla Provincia guidata dall’amministratore straordinario Pietrino Fois per il passaggio in comodato d’uso gratuito per trent’anni al Comune. E ora la controproposta di Fois: sia direttamente Palazzo Ducale a eseguire i lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e di restauro dell’ex convento con il finanziamento di un milione di euro messo a disposizione dalla Regione.La logica della richiesta è questa: perché la Provincia dovrebbe farsi carico di una ristrutturazione per un immobile che poi verrà utilizzato da un altro ente? C’è il rischio che si progetti e si realizzi un intervento che potrebbe non essere poi idoneo agli scopi prescelti e siano successivamente necessarie modifiche, con spreco di tempo e di denaro. Allora la decisione di tagliare la testa al toro: il Comune direttamente si occupi di tutte le fasi di predisposizione e creazione del nuovo museo. Che con la ricca collezione Biasi di proprietà della Regione e di altri artisti contemporanei diventerebbe un centro di attrazione culturale e turistica, nel solco della promozione di una città che da anni vuole attrarre visitatori ma al momento ha i suoi principali musei chiusi. Il padiglione Tavolara ai giardini pubblici, infatti, attende ugualmente la riapertura e il protocollo Regione-Comune permetterà ugualmente di poter avere in città due poli regionali. Il Masedu di via Pascoli, nato come museo grazie al progetto a cui diede vita l’allora assessore provinciale Peppino Pisanu, viene utilizzato dall’Accademia delle Belle Arti. Per non parlare del museo nazionale Sanna che infiniti lavori di ristrutturazione stanno sottraendo alla cittadinanza e ai turisti. La struttura di via Roma è di competenze del Ministero dei Beni culturali che aveva stanziato ulteriori finanziamenti per consentire di chiudere definitivamente il cantiere aperto ormai da due anni. Però può darsi che il 2020 possa essere l’anno buono per la rinascita di questi tempi della cultura.

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