Inferno di fuoco a Uri e Bonorva, le fiamme minacciano case e aziende

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Elicotteri e Canadair: lunga battaglia contro le fiamme per salvare vite umane, animali, case e aziende Gianni Bazzoni

01 Agosto 2020

SASSARI. La Sardegna devastata dal fuoco, migliaia di ettari in fumo, case e aziende minacciate, animali morti senza riuscire a trovare via di salvezza e carbonizzati mentre pastori e allevatori cercavano di arrivare in tempo, rischiando a loro volta la vita. E’ il triste bilancio dei una giornata terribile, forse la più brutta da quando è cominciata la stagione degli incendi: 28 roghi da nord a sud dell’isola, con l’apparato che ha schierato tutte le forze in campo – compresi gli aerei, anche se in qualche caso c’è stato da attendere più del previsto perchè i velivoli ad “ala fissa” – come li chiamano – potessero arrivare per dare il loro contributo contro i roghi. Le situazioni più critiche proprio a nord, in provincia di Sassari, a Uri e Bonorva dove il vigore delle fiamme – per lunghi tratti della giornata incontenibili – ha portato paura e disperazione. Mobilitati gli elicotteri della basi regionali, i canadair, il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i vigili del fuoco, i volontari della Protezione civile e le compagnie barracellari. Gli incendi di Uri e Bonorva si sono sviluppati quasi simultaneamente: il primo di chiara origine dolosa (come avrebbero ipotizzato dopo i primi rilievi gli uomini del Nucleo investigativo della forestale) con inneschi su più fronti. Diversa la situazione nel territorio di Bonorva, dove il rogo – diventato ingestibile, fino a superare oltre 2mila ettari di superficie bruciata per arrivare a interessare anche lo stabilimento della Santa Lucia – sarebbe stato originato dalla distrazione di due giovani impegnati a cucinare. Incendio colposo, quindi, ma altrettanto grave nelle conseguenze.Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

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