«Carenza di personale alla base delle aggressioni»

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Il presidente Addis lancia l’appello all’assessore regionale alla Sanità Nieddu Servono nuovi organici in reparto e la sostituzione di attrezzature obsoletedi Luca Fiori

02 Agosto 2020

SASSARI. Dopo le aggressioni fisiche ci si mette anche il clima. Da qualche giorno gli operatori del pronto soccorso – ancora turbati dalla violenza con cui una settimana fa un paziente di 20 anni si è scagliato contro un medico in servizio – devono fare i conti con le altissime temperature che rendono il lavoro ancora più difficile.Le punte di 40 gradi toccate ieri e due giorni fa in città hanno reso gli ambienti di lavoro in cui operano medici e infermieri, quasi impraticabili. «Per i pazienti in attesa e per chi indossa un camice – denuncia la segretaria territoriale dell’Fsi Usae Mariangela Campus – in queste condizioni è ancora più difficile sopportare le tante ore di attesa e rispettare il distanziamento sociale tra utenti». In difesa di chi lavora con grande difficoltà all’interno del pronto soccorso di viale Italia è intervenuto anche il presidente dell’ordine di medici che è ritornato sulla grave aggressione di una settimana fa. «Avevo sperato di non dovermi più occupare di aggressioni contro gli operatori sanitari – spiega Nicola Addis – ma purtroppo i fatti mi danno torto. Da tempo registriamo continue lamentele da parte dell’utenza per la ritardata riapertura di tutti i servizi diagnostici e ambulatoriali. Questo clima di assoluta insoddisfazione purtroppo genera situazione difficilmente gestibili. Per questo motivo – prosegue il presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della Provincia di Sassari – facciamo un appello all’assessore regionale alla Sanità e ai dirigenti delle Assl locali e delle aziende sanitarie, affinché ci si adoperi per superare il cronico stato di carenza di organici e di attrezzature diagnostiche spesso obsolete nelle varie strutture ospedaliere». L’ultimo grave episodio si è verificato alle 4 del mattino di sabato scorso, quando un medico è stato colpito con due pugni al volto da un 20enne completamente ubriaco, è stato ferito insieme a un collega e a un infermiere. Ma i problemi sono legati anche alle nuove norme anti Covid, che richiedono particolari procedure di sanificazione. Le nuove regole hanno ulteriormente penalizzato l’utenza che si è vista aumentare tempi e liste d’attesa. «L’affollamento nell’accettazione dei pazienti al triage – spiega il presidente dell’Ordine dei medici – genera spesso situazioni spiacevoli e lo scontro verbale è ormai divenuto routine, tanto che spesso, anche quelli più violenti non vengono neppure segnalati. Le mancate denunce sono dovute al particolare senso di responsabilità del personale sanitario, che avendo una formazione specifica, interpreta lo stato psicologico dei pazienti, ma ancor più degli accompagnatori, rendendosi conto del forte stress dovuto alle lunghe attese».

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