Sassari, scuola: “No alla Call Veloce, nell’isola lavorino i 5mila precari sardi”

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La manifestazione dei precari della scuola a Sassari (foto Mauro Chessa)La protesta in piazza: gli insegnanti siano formati e assunti in Sardegna, lo Statuto dell’Autonomia lo rende possibileSASSARI. Gli insegnanti precari tornano in piazza a Sassari per protestare sull’organizzazione del sistema scolastico nazionale in risposta all’emergenza covid-19 e in particolare per la difficile situazione dei docenti sardi e delle scuole dell’isola. In centinaia questo pomeriggio 25 giugno si sono radunati in piazza Castello per la manifestazione nazionale in 60 città italiane, tra cui appunto Sassari. «Noi del Coordinamento Precari Scuola Sardegna intendiamo inoltre tenere i riflettori accesi sulla situazione della scuola in Sardegna e dei docenti precari dell’Isola. Il problema del dimensionamento, che ha portato alla chiusura di centinaia di plessi, oggi non può più essere ignorato, è necessario che si ottenga una norma che tenga conto delle reali peculiarità territoriali della Sardegna, non solo a causa dell’emergenza», sostengono i portavoce del coordinamento, Maria Grazia Del Giudice e Andrea Faedda.I precari in piazza a Sassari: “Stanno abbandonando la scuola italiana”«Quanto alla didattica a distanza ribadiamo che sia stata uno strumento emergenziale e tale debba rimanere. Chiediamo che vengano riaperti i nidi, le scuole, le università e che lo si faccia interamente in presenza, a tempo pieno e in piena sicurezza per studenti, docenti e personale Ata». Per i precari della scuola sarda le condizioni sono ancora più difficili: «Siamo in piazza anche per ribadire il nostro netto no all’attuazione della Call Veloce, sulla quale si lavora in questi giorni a Roma, poiché causerà la graduale sostituzione dei docenti precari sardi con docenti provenienti da altre regioni d’Italia», spiegano.«Noi invece chiediamo che i 5.000 precari sardi che in questi anni non hanno avuto la possibilità di abilitarsi e specializzarsi e quindi di partecipare a un concorso, siano formati e assunti in Sardegna. Questo può essere ottenuto utilizzando lo Statuto dell’Autonomia». (Ansa).

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