Discariche al campo rom sequestri e sei indagati

0
1

Ieri l’operazione della polizia locale su disposizione dell’autorità giudiziaria Combustione per eliminare i rifiuti nocivi conferiti anche da non residentidi Gianni Bazzoni

17 Giugno 2020

SASSARI. Due discariche di rifiuti tossici e cielo aperto a poca distanza dalle baracche e dalle roulotte dove vivono le persone e giocano i bambini. Aree ormai gravemente compromesse da anni di conferimenti incontrollati e da attività che hanno causato problemi di carattere ambientale. Ieri mattina gli agenti della polizia locale hanno eseguito un provvedimento dell’autorità giudiziaria e hanno sequestrato oltre alle discariche anche cinque veicoli all’interno del campo nomadi di Piandanna. Sei gli indagati – tutti di nazionalità straniera – accusati di aver realizzato e gestito discariche non autorizzate, accumulando quantità di rifiuti di varia natura che venivano prelevati in aree di privati e dove erano presenti attività produttive. Dalle indagini eseguite del Nucleo Ambientale della polizia locale è emerso che anche altre persone (oltre agli indagati residenti nel campo nomadi) hanno in più riprese conferito rifiuti nelle discariche abusive.Tutti gli indagati sono accusati, in concorso tra loro, di aver appiccato il fuoco a parte dei rifiuti nelle due discariche, sia perchè i rifiuti venivano smaltiti attraverso la combustione, ma anche perchè – per ricavare il rame ed eliminare più velocemente le parti non utili – venivano bruciati i cavi con rivestimento in plastica. Una pratica che è stata causa anche di inquinamento ambientale (con segnalazioni da parte di cittadini) e conseguente intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Due degli indagati sono accusati anche di gestione illecita di rifiuti. Nel 2018 la polizia locale aveva chiesto all’Arpas il campionamento del terreno e a conclusione dei rilievi era stata accertata la concentrazione di idrocarburi, piombo, zinco, stagno, rame, nichel, con conseguenze drammatiche sotto il profilo ambientale.Il provvedimento adottato dall’autorità giudiziaria ed eseguito dagli agenti della polizia locale pone un punto fermo dopo una lunga indagine, sicuramente complessa – perchè quello di Piandanna è un campo comunale che da anni ha raggiunto un livello di compromissione tale da risultare ingestibile. Diverse le attività di polizia giudiziaria e di monitoraggio delle attività illecite messe in atto nel campo e che sarebbero state perpetrate dagli indagati, attività che hanno avuto un’accelerazione negli ultimi mesi per effetto di servizi di osservazione, controllo, pedinamento e di intercettazioni ambientali.Il problema delle aree inquinate e del campo nomadi diventato un concentramento di rifiuti e di situazioni di pericolo gravi per i residenti ma anche per coloro orbitano nella zona di Piandanna non nasce certo oggi. Nel corso degli anni sono stati effettuati numerosi interventi senza che la situazione abbia fatto registrare miglioramenti.Tanto che alla fine la proposta era stata quella di arrivare a una sistemazione alternativa delle famiglie che vivono nel campo e procedere con il trasferimento e la successiva bonifica dei terreni. Una operazione non semplice – tanto che finora non è stata attuata – e che ha messo in evidenza anche la complessità della vicenda che ha bisogno di interventi adeguati, capaci di integrare il lavoro delle forze di polizia con quello dei servizi sociali.©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

promo lavazza sassari