Non faceva fisioterapia: estetista di Sassari assolta dal giudice

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Una 53enne era finita a processo per esercizio abusivo della professione e falso. Era accusata di aver eseguito massaggi curativi. La difesa: solo trattamenti rilassanti Nadia Cossu

15 Giugno 2020

SASSARI. Era accusata di aver esercitato abusivamente nel suo centro estetico di via Monte Grappa, a Sassari, la professione di fisioterapista, considerato che era sprovvista del diploma universitario abilitante. Ma la Procura le aveva anche contestato il reato di falsità materiale perché avrebbe «formato un falso diploma di estetista nel quale dava atto, contrariamente al vero, di aver frequentato la scuola di formazione professionale “Dorabruschi” di Roma».Nel 2013 Simonetta Mirimao, estetista di 53 anni, era finita nei guai in seguito a una segnalazione del sindacato professionale italiano fisioterapisti alla quale avevano fatto seguito un’ispezione da parte dei carabinieri del Nas di Sassari e il sequestro del locale, oltre che di alcuni medicinali e dispositivi medici. Nella locandina pubblicitaria affissa alla porta di ingresso del suo negozio erano riportati, oltre ai vari tipi di trattamenti estetici, anche “Massaggi curativi (per problemi alla schiena e alla cervicale)” e “Massaggi fisioterapeutici in generale”. Oltretutto, prima di procedere all’ispezione, i carabinieri avevano sentito a sommarie informazioni una cliente del centro estetico che aveva appena terminato un trattamento fisioterapico «consistito – scrivevano i militari nel verbale di sequestro probatorio – sia in un massaggio di benessere che in un massaggio per la risoluzione di problemi legati al mal di schiena e del rachide cervicale». Ora, a distanza di sette anni dall’avvio dell’indagine, l’imputata, difesa dagli avvocati Marco Palmieri e Irene Bianco, è stata assolta dal giudice Mauro Pusceddu «perché il fatto non sussiste». Bisognerà attendere le motivazioni della sentenza ma per quanto riguarda l’esercizio abusivo della professione fisioterapica, durante il processo i difensori hanno dimostrato che Simonetta Mirimao non aveva mai esercitato l’attività di fisioterapista, semmai quella di estetista e massaggiatrice, quindi niente di curativo o terapeutico. Mentre in merito all’accusa di falso legata al diploma di estetista si è fatto riferimento a una sentenza del 2019 della Cassazione (Sezioni unite) in base alla quale la copia di un diploma «non costituisce falso se non tende a ingannare la collettività». Nel caso specifico il documento era risultato sprovvisto di firme e timbri e dunque, sebbene l’imputata non avesse mai conseguito alcun diploma (il suo nome non risultava agli atti del centro di formazione professionale di Roma), la “confezione” del documento non poteva ingannare qualcuno.Da qui la sentenza di assoluzione.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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