Frodi online in aumento durante il lockdown, ma non per il gioco d’azzardo

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TransUnion, società leader nel settore delle potenziali frodi, ha analizzato come, nel periodo del lockdown, siano generalmente aumentate le frodi dallo scorso 11 marzo. Quel che ugualmente è emerso è che il variegato mondo dei giochi, sempre percosso, ne è uscito del tutto illeso. Le transazioni digitali fraudolente sono aumentate del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si parla, a livello numerico, di oltre cento milioni. Per il gioco d’azzardo online, che è stato l’autentico protagonista in termini di fatturato nel bimestre pandemico, con un aumento del 64%, non si registrano grossi cambiamenti. Le percentuali di sospette frodi sfiorano l’1%, laddove il calo è del 43%. Conseguentemente, tutti i casinò online hanno registrato un aumento in termini di visite, dal 20 al 30%. Logico aspettarsi, a questo punto, anche un aumento delle sospette frodi, fenomeno che fortunatamente non si è verificato. Merito dei sistemi di sicurezza, garantiti dalla più alta tecnologia, messi in campo dai casinò italiani. Si pensi al caso di 888Casinò, tra i grandi protagonisti del periodo di quarantena: l’operatore italo-maltese 888 Casino sfrutta, per la protezione dei propri utenti e per un gioco responsabile e sicuro, le più recenti misure SSL e tecnologie di crittografia, aderendo inoltre al programma di tutela della privacy e trattamento dei dati personali. Tra le tante cose, inoltre, il casinò opera una certosina verifica dell’identità, con obbligo di allegare documenti poi da analizzare meticolosamente. In termini di protezione da gioco meramente intesa, il casinò offre tutti gli strumenti più recenti, dal limite di spesa all’autoesclusone. Tutti tasselli che parlano a favore del gioco d’azzardo online, al centro dell’intervista che Angie White, Senior Manager del Global Fraud and Identity Solutions Group di TransUnion, che ai microfoni di Yogonet ha sottolineato come i dati pressoché positivi relativi all’azzardo siano da rintracciare anche nella assenza forzata delle scommesse sportive, uno dei punti forte dell’azienda. Per lei questo è sintomatico per indicare lo spostamento dei truffatori presso altri lidi. Per questo, ad esempio, sono aumentate le frodi relative al phishing, quelle che cioè mirano a raccogliere credenziali di accesso e dati personali. Nel rapporto globale sulle difficoltà finanziarie di TransUnion, il 29% del campione ha sottolineato di essere stato vittima di truffe digitali. La stessa White ha poi dichiarato che gli operatori, a suo parere, hanno aumentato i controlli al fine di incrementare prevenzione sia sugli abusi della promozione, sia sugli abusi da gioco. Detto ciò, chi sono i più colpiti dai tentativi di frode? Gli anziani o altre schiere di popolazione? Anche qui i dati parlano in maniera inequivocabile. Su un campione di 9.215 adulti tra USA, Canada, Colombia, Hong Kong, India, Sudafrica e Regno Unito il 29% del totale ha dichiarato di essere stato preso di mira da frodi digitali. I più “colpiti” risultano essere i Millennials, persone tra i 26 e i 40 anni, seguiti dai membri della cosiddetta “Z Generation”, persone nate, cioè, dopo il 1995. Dati che sfatano il sempreverde leitmotiv secondo cui gli anziani siano i più fragili e soggetti alle truffe digitali.

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