Doppio sequestro a Capo Coda Cavallo

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Questa mattina, i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale hanno sequestrato due fabbricati in costruzione in località Capo Coda Cavallo, in esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro

SAN TEODORO – Questa mattina (martedì), i Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Cagliari hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, di due fabbricati ad uso residenziale facenti parte di un complesso composto da più immobili, ubicato a meno di 300metri dal mare, con accesso diretto alla spiaggia, in località Capo Coda Cavallo, area dichiarata di notevole interesse pubblico poiché ricca di bellezze naturali e di incantevoli tratti costieri. Nei giorni scorsi, nel corso di un sopralluogo nel cantiere edile, eseguito su segnalazione dei Carabinieri del decimo Nucleo Elicotteri di Olbia, i militari del Nucleo Tpc di Cagliari avevano sottoposto a sequestro preventivo d’iniziativa i due fabbricati, in fase di costruzione avanzata, poiché erano stati rilevati interventi in corso d’opera in difformità dai titoli autorizzativi rilasciati, a loro volta viziati dalla presentazione di elaborati progettuali non conformi allo stato di fatto riscontrato in loco.
L’esame della documentazione progettuale ed autorizzativa e gli ulteriori accertamenti svolti nell’immediatezza, hanno, infatti, permesso di riscontrare che uno dei due fabbricati, edificato negli Anni Settanta, era stato oggetto di demolizione integrale e ricostruzione in luogo della ristrutturazione con ampliamento assentita, mentre il secondo, autorizzato quale pertinenza del primo, era stato di fatto reso autonomo con la realizzazione di un piano seminterrato con predisposizioni per destinazione d’uso residenziale ed affaccio sul mare, in luogo di un vano totalmente interrato destinato a locale tecnico e magazzino. Questo risultato, che si inquadra nell’ambito dell’attività istituzionale svolta dai Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, è stato raggiunto grazie alla sinergia operativa con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Sassari e, in particolare, con il decimo Nucleo Elicotteri Carabinieri di Olbia che, con i suoi velivoli, ha contribuito in maniera determinante a far emergere, attraverso le missioni di volo sull’area interessata, le criticità riscontrate. Tre sono state le persone denunciate alla Procura della Repubblica per i reati di “opere eseguite in difformità dal titolo abilitativo”.

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