«Classi lazzaretto e precari sardi in estinzione»

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Oggi alle 17 il popolo della scuola manifesterà contro le misure del Governo: «Prepariamoci al caos»
SASSARI. La rabbia dei precari della scuola questo pomeriggio scende in piazza. Il Coordinamento sardo alle 17 ha organizzato una manifestazione in piazza Castello contro «la politica inadeguata del Ministero della Pubblica Istruzione che getterà la scuola nel caos e rischia di sostituire migliaia di insegnanti precari Sardi con insegnanti provenienti da altre regioni d’Italia». I precari sono molto preoccupati: «Accorpamenti di classi a settembre, alla faccia del Covid-19! L’anno scolastico in arrivo non sarà semplice. Dovremo fare i conti con il Covid-19, col distanziamento sociale e con le disposizioni del comitato tecnico-scientifico del Governo. L’unico che sembra non averlo capito è proprio il Ministero che con la nota n. 487, emanata ad aprile, porta il numero minimo di studenti per classe a ben 22. Questo causerà accorpamenti di classi sino anche a 33 alunni. Passeremo da “classi pollaio” a “classi lazzaretto” dato che non esiste alcuna scuola che disponga di aule abbastanza grandi per garantire il distanziamento sociale. I dirigenti scolastici dovranno buttare giù le pareti? Ci saremmo aspettati provvedimenti adeguati alla situazione e presi in tempo utile, invece abbiamo solo punti di domanda». Gli altri temi caldi sono il concorso straordinario e “Call Veloce”, e ancora « settembre “supplentite” ed esodo per i precari sardi. «Partiamo da una considerazione pratica: nessun concorso scuola in Italia si è mai concluso prima di tre anni dal suo inizio. La macchina dei concorsi è lenta e farraginosa e non è in grado di garantire insegnanti di ruolo in cattedra a settembre. I sindacati hanno cercato di far capire questo alla Ministra proponendo di assumere i precari che da anni tengono aperte le scuole direttamente dalle graduatorie per le supplenze. Il Ministero preferisce attuare la famigerata “Call Veloce”, una nuova norma che porterà alla graduale sostituzione dei 5000 insegnanti precari sardi con insegnanti provenienti da altre regioni d’Italia. A causa della mancanza di percorsi abilitanti gli insegnanti precari Sardi hanno avuto scarse possibilità di ottenere il titolo, trovandosi esclusi dalla maggior parte dei concorsi. Inoltre, il numero di posti per i concorsi nell’Isola è sempre stato esiguo». Poi c’è l’mergenza sostegno: «Il prossimo concorso straordinario prevede solo 111 posti per insegnanti di sostegno in Sardegna a fronte di 3000 posti affidati a docenti precari senza specializzazione. I 3000 precari Sardi del sostegno non potranno neanche sperare di vincere il concorso per la loro materia di insegnamento poiché il Ministero ha deciso che il servizio prestato sul sostegno vale zero ai fini dei concorsi su posto comune. E così gli alunni con disabilità anche il prossimo anno cambieranno supplente e i precari resteranno tali,

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