«Devozione ai Martiri con l’intensità di sempre»

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Il parroco don Mario Tanca oggi celebra la messa trasmessa in diretta facebook L’emergenza Covid incide su una tradizione millenaria: sospesa la processione di Gavino Masia

04 Maggio 2020

PORTO TORRES. I simulacri dei Santi Martiri Gavino, Proto e Gianuario resteranno all’ingresso della Basilica nella giornata di oggi, giornata che per anni era dedicata alla processione verso la chiesetta di Balai vicino. All’interno della chiesa romanica oggi alle 18 è prevista la messa – trasmessa in diretta sulla pagina facebook Gavino di Torres – presieduta dall’arcivescovo di Sassari monsignor Gian Franco Saba e concelebrata dal parroco di San Gavino don Mario Tanca. Da domani, ricorrenza della Dedicazione della Basilica, sino al 12 maggio si svolgerà la novena ai Protomartiri. Il 13 maggio, invece, la messa di ringraziamento a suffragio dei defunti di Porto Torres.«Mi spiace tanto che in questi momenti particolari – dice don Tanca –, dovuti all’emergenza per il Covid-19, la comunità assista al cambiamento di una tradizione millenaria: non tutti i momenti della storia sono però uguali, quindi voglio incoraggiare la gente a vivere la devozione e la fede verso i Martiri con la stessa intensità di sempre. Dobbiamo avere il rispetto gli uni per gli altri per il bene comune».Il parroco di San Gavino già dai primi giorni dell’emergenza si era messo il problema dei riti religiosi della Festha Manna e ne aveva subito discusso con il vescovo di Sassari. «L’orientamento comune è stato quello dell’osservanza delle norme governative – aggiunge –, che prevedono restrizioni e distanze per questo tipo di eventi. Siamo accomunati tutti nella speranza della fede per momenti decisamente migliori di quelli vissuti attualmente in questo territorio».Una processione senza la presenza dei fedeli e della gente non ha dunque ragione di esistere, in attesa che il tempo faccia il suo corso e la tradizione dei Santi Martiri potrà continuare il suo cammino di fede. I dettagli storici della processione dei Santi sono stati studiati dall’epigrafista Giuseppe Piras, vicepresidente del Centro Studi e autore di un recente libro con nuove scoperte sul culto dei tre Martiri e sulla basilica di San Gavino. «La processione del 3 maggio, divenuta in epoca recente il rito di apertura delle celebrazioni religiose che si concludono con il lunedì successivo alla Pentecoste, nel passato era in realtà collegata ad un’altra ricorrenza religiosa, quella della Dedicazione della basilica che ricorre il giorno successivo». Nelle ricerche di Piras proprio la festa del 25 ottobre, dies natalis di San Gavino, e quella del 4 maggio erano in antico considerate dal Capitolo Turritano le feste più importanti. «Tant’è vero che già l’arcivescovo Pietro Spano nel sinodo del 9 marzo 1442 emanò delle costituzioni che tra le altre cose imponevano, pena delle sanzioni pecuniarie, a tutti i beneficiati e ai prelati della diocesi di parteciparvi: la celebrazione del 4 maggio iniziava dal giorno precedente ed Enrico Costa, avendo assistito di persona nel 1879, fornisce una precisa descrizione del rituale che si svolgeva ai suoi tempi».

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