«Pugno di mosche in busta paga»

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La Federazione Sindacati Indipendenti manifesta grande sconcerto, sdegno e amarezza per tutto il personale sanitario di entrambe le aziende sanitarie sarde, Ats e Aou

SASSARI – La Federazione Sindacati Indipendenti manifesta grande sconcerto, sdegno e amarezza per tutto il personale sanitario di entrambe le aziende sanitarie sarde, Ats e Aou, «che oggi alla vista della busta paga si sono ritrovati con un “pugno di mosche”, subendo l’ennesima delusione per non avere ricevuto alcun indennizzo previsto per l’emergenza da Covid-19».
La Segretaria Territoriale Mariangela Campus riferisce che« mentre i lavoratori di molte altre aziende sia pubbliche che private hanno percepito con lo stipendio di aprile il premio di 100 euro previsto dall’art.63 del D.L. n.18 “Cura Italia”, gli “eroi” tanto decantati in questi mesi di emergenza, coloro i quali sono stati impegnati in prima linea nel fronteggiare la pandemia in atto, si ritrovano delusi e a mani vuote senza vedersi riconoscere questa, seppur piccola, gratitudine economica».
Inoltre entrambe le suddette aziende sono in ritardo con l’erogazione di istituti contrattuali quali Progressione Economica Orizzontale PEO 2019, l’Aou per la produttività 2018, l’Ats per i buoni pasto. «È inammissibile che ad oggi, due grandi Aziende non abbiano ancora attivato i competenti servizi per l’erogazione degli istituti Ccnl innanzi riportati e l’applicazione del D.L. “Cura Italia”. Oltre al danno la beffa, non poteva mancare la Regione Sardegna, che ha ipotizzato la ripartizione delle indennità per incrementare i fondi contrattuali per le condizioni di lavoro del personale direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza COVID-19, (art. 1, comma 1, del D.L. n. 18/2020), con un ammontare di € 6.866.929, alle sole figure del ruolo sanitario del Comparto e agli OSS operanti nelle unità operative Covid individuate nel Piano strategico di cui alla D.G.R. 17/10 del 1.4.2020, nei pronto soccorso e nelle centrali operative 118».
Decisione che, a primo impatto, sembra escludere da tale indennità le altre professione sanitarie ugualmente impegnate (Tecnici di Radiologia, Tecnici di Laboratorio, Fisioterapisti, Logopedisti…) nella gestione dei pazienti affetti da Covid-19. Mariangela Campus conclude «la Fsi-Usae non tollera il trattamento riservato agli “eroi” del mondo sanitario ma chiede che gli vengano riconosciuti più diritti senza inutili e continue prese in giro».

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