Sassari, per spostarci in città torneranno utili le piste ciclabili

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La ripartenza vedrà i mezzi di trasporto a mezzo servizio. Restano gli scettici, ma la bici può prendersi la rivincita di Luca Fiori

25 Aprile 2020

SASSARI. Brutte, scomode, inutili, del colore sbagliato, non adatte alle esigenze dei sassaresi. E se dopo tante critiche stesse per arrivare il momento della rivincita? La tanta agognata “Fase 2” ci porterà a breve a riprendere gradualmente gli spostamenti in città, ma con i mezzi di trasporto a mezzo servizio saremo costretti a prendere finalmente in considerazione e a rivalutare le piste ciclabili? L’accesso e l’utilizzo del trasporto pubblico post-Covid19 secondo gli esperti sarà infatti diverso da come lo conosciamo ora, sia a livello di spostamenti urbani che regionali. Si prevede infatti che, in un primo periodo, il trasporto pubblico riuscirà a trasportare appena il 20 percento degli utenti che trasportava prima dell’emergenza. Ma i sassaresi saranno disposti a salire sul sellino e a mettersi a pedalare per andare a lavoro? «La risposta a questa nuova sfida – è convinto l’ex assessore comunale alla mobilità Luca Taras – non può che risiedere nel concetto di ciclabilità e di “mobilità lenta”ma anche di riappropriazione di spazi pubblici da parte di pedoni, ciclisti e attività commerciali. Non a caso già in altri contesti italiani si è deciso pochi giorni fa di ampliare immediatamente le piste ciclabili creandone di nuove a basso costo, utilizzare ancor di più i marciapiedi. Credo che tale esempio possa essere replicato anche nella nostra città». Non tutti però sono convinti che le piste ciclabili presenti in città corrispondano alle esigenze degli utenti. «Come sono realizzate ora – spiega Lucio Nali, commerciante e studioso di mobilità – sono una trappola. Io credo che si svilupperà senz’altro l’uso della bici, se non altro perché garantisce l’individualità e il distanziamento. La bicicletta è un mezzo di trasporto contemplato dal codice della strada e ha già una sede dove far crescere i suoi praticanti. Più aumenterà quel numero, più diminuiranno le auto, ma senza scatenare battaglie ideologiche dove il ciclista risulti un’entità celeste». Critico anche Giuseppe Fiori, l’ingegnere trasportista, “inventore” di Sirio e padre del piano urbano della mobilità del 2007. «La nostra non è una città ciclabile – spiega l’esperto – le piste che abbiamo sono state realizzate senza che ci fosse una reale richiesta da parte dei cittadini. Avrei visto meglio delle piste ciclabili di quartiere – conclude Fiori – con un sistema integrato che avesse valutato le pendenze». Non la pensa così naturalmente l’ingegner Manuel Marotto, progettista del circuito tanto criticato gli anni scorsi.«In molte città l’esercizio dell’opzione bicicletta da parte del cittadino – spiega Marotto – non è possibile a causa della scarsa sicurezza del tragitto. Sassari al contrario con lungimiranza si è dotata di una rete ciclabile molto sicura e integrata con i mezzi di trasporto pubblici e privati».Una benedizione arriva anche presidente della Confcommercio. «Le piste ciclabili sono attualmente inutilizzate – ammette Piergiuseppe Canu – ma viste le poche vetture in circolazione sarebbe una opportunità in più per fare ginnastica andando a fare i piccoli acquisti».Per l’architetto Stefano Sechi, esperto di mobilità di sostenibile Sassari dovrà cogliere in questa fase di ripartenza «l’opportunità di pensare ad una mobilità sostenibile come valida alternativa di trasporto, sicura e competitiva. Nel brevissimo periodo può essere un’ottima opportunità – aggiunge l’esperto – incentivare l’acquisto e l’affitto delle biciclette elettriche come valido sistema di trasporto in ambito urbano sfruttando la presenza delle piste ciclabili esistenti. Nel medio periodo sarà necessario realizzare nuovi corridoi protetti per la mobilità ciclabile negli assi esterni di collegamento con i quartieri periferici della città come naturale ampliamenti delle piste esistenti».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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