Un ventilatore per il Santissima Annunziata

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L´Avis provinciale di Sassari ha donato l´importante strumento al Reparto di Rianimazione dell´Ospedale locale. La proposta del presidente Vincenzo Dore è stata approvata all´unanimità

SASSARI – L’Avis provinciale di Sassari non si è fermata un attimo durante l’emergenza sanitaria in corso, causata dal CoronaVirus, in quanto era fondamentale garantire comunque le scorte di emoderivati per gli ospedali del nord Sardegna. Con le dovute cautele e con le difficoltà che si son dovute affrontare, hanno continuato a svolgere il servizio con le autoemoteche a livello capillare nel territorio raccogliendo negli ultimi due mesi di emergenza, fino ad ora, circa 3mila sacche di sangue. Oltre a questo, però, una volta appresa la problematica dovuta alla carenza di ventilatori polmonari nei reparti di terapia intensiva, il Direttivo della sezione sassarese, presieduto da Vincenzo Dore, si è riunito in videoconferenza, per approvare l’acquisto di un ventilatore polmonare come quelli in uso al Reparto di Rianimazione del locale Ospedale civile.
Il ventilatore polmonare da trasporto a sostegno dell’attività di diagnosi e cura delle insufficienze respiratorie da destinare alla Struttura complessa di Anestesia e rianimazione dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, acquistato dalla Sago medica, azienda leader di elettromedicali, costato circa 23mila euro è già installato ed a disposizione dei sanitari del reparto. Con la determinazione dirigenziale del 15 aprile, l’Aou di Sassari ha accettato la donazione da parte dell’Avis provinciale. Venerdì, tutto il personale sanitario dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione, con una lettera indirizzata all’Avis sassarese, ha espresso il più sincero ringraziamento per la donazione, indicando che l’importante presidio medico sarà di notevole aiuto per l’attività quotidiana di assistenza ai malati critici. Inoltre, la lettera si conclude evidenziando che «il vostro sostegno incoraggia il nostro impegno costante nel raggiungere l’obiettivo di salute dei nostri pazienti».
«In questo momento di emergenza sanitaria, abbiamo pensato di offrire un’ulteriore contributo alle strutture ospedaliere del nostro territorio, con il quale già collaboriamo, selezionando un macchinario letteralmente di vitale importanza all’interno di questa emergenza – spiega il presidente Dore – E’ arrivato il momento di agire. Riteniamo che la lotta al CoronaVirus richieda uno sforzo collettivo da parte di tutte le forze in campo e non solo di quelle pubbliche. Non possiamo semplicemente guardare la tv che mostrano triage da campo allestiti nelle aree esterne dei Pronto soccorso, medici, infermieri e tecnici di laboratorio che lavorano alacremente, facendo doppi turni consecutivi, corridoi reinventati in reparti di terapia intensiva, e non fare niente. Dobbiamo tutti fare la nostra parte. Molte persone stanno trascurando i loro cari e perfino mettendo a rischio la loro salute, per salvare vite umane».

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