Porto Torres, dalla Cina arrivano 15mila mascherine

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Un segno di solidarietà dalla Cina per la città di Porto Torres.

Nei giorni scorsi il Comune ha potuto ricevere in donazione migliaia di mascherine chirurgiche, arrivate dalla zona di Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus.

I dispositivi sono stati donati dalla multinazionale Himmuc Technology.

Insieme al carico di materiale di protezione individuale, nei pacchi c’erano anche dei disegni, creati dai bambini dell’asilo montessoriano Reading Garden Children’s House di Pechino. Un dono speciale, indirizzato alla città, da parte dei piccoli alunni e dal direttore della scuola.

Le mascherine si aggiungono alla fornitura consegnata dalla Protezione civile regionale.

“Le donazioni – spiega il sindaco Sean Wheeler – per il momento serviranno per tamponare l’alta richiesta di dispositivi da parte di chi sta in prima linea. I dispositivi forniti agli operatori dalla Protezione civile non basteranno a lungo e in alcuni casi già scarseggiano, quindi abbiamo deciso di conservare per loro questo piccolo tesoretto di mascherine. Nei giorni scorsi ho anche provveduto a recapitare personalmente circa cento mascherine per ogni medico di base e ai pediatri, chiedendo esplicitamente di destinarle ai pazienti immunodepressi e bisognosi di particolari cure negli ospedali. Un’altra parte è andata al centro dialisi dellAndriolu, così come ai Barracelli, ai dipendenti del Comune e alla Polizia Locale e a chi si occupa di volontariato e di assistenza”.

«Pur nell’emergenza, così tanti segni di solidarietà ci fanno ricordare che siamo un popolo unito che non deve avere paura: la Cina ci è stata vicina in questo momento così delicato e desidero ringraziare l’azienda e i dirigenti della Himmuc per aver prontamente risposto alla nostra richiesta di aiuto, così come Dino Giarrusso che si è messo a disposizione di tanti Comuni creando questo collegamento. Anche i parlamentari italiani come Mario Perantoni hanno fatto la loro parte: la donazione al Comune permette infatti di rispondere alle necessità più impellenti e di tamponare le emergenze in modo puntuale. Grazie a tutti loro, così come anche ai tanti privati e volontari che si sono messi a disposizione dei più deboli».

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