Coronavirus, Google: i sardi hanno rispettato i divieti

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La Sardegna vista da Google MapsUn’analisi su come sono cambiati gli spostamenti in base ai dati ottenuti dall’applicazione MapsSASSARI. Il programma di tracciamento dei propri spostamenti? Molti lo hanno già sul proprio smartphone e ne sono consapevoli in quanto ogni mese ricevono il report dei chilometri fatti in auto e a piedi, dei luoghi visitati. Chi utilizza l’applicazione Google Maps e ha “settato” in modo un po’ permissivo le impostazioni sulla privacy, viene monitorato.Dalla mole di dati ricavati a livello mondiale Google ha tirato fuori delle statistiche che possono essere utili per capire come le persone hanno reagito alle limitazioni dei propri spostamenti. Certo, si tratta di un campione e Google non specifica quanto sia vasto, però può fornire una indicazione su come è mutata l’attitudine delle persone.In Sardegna, anche se non si toccano livelli record di blocco (si sta anzi al di sotto della media dei valori nazionali), si può vedere come la mutazione nei comportamenti ci sia stata, soprattutto per alcuni tipi di motivazioni e di destinazioni.È aumentata la presenza delle persone in casa, crollate le visite a parchi, luoghi di svago e negozi. Il rapporto mostra le visite e il permanere in posti differenti rapportati con un dato di base. Vengono presi in considerazione gli spostamenti per andare in negozi o luoghi di divertimento, in drogheria e farmacia, nei parchi, in stazioni di transito, sul posto di lavoro. Per ultima viene considerata la permanenza in casa.In Sardegna il crollo più significativo è stato registrato negli spostamenti verso negozi e luoghi di svago: c’è stato un calo dell’83 per cento. Ugualmente massiccio il calo degli spostamenti verso i parchi: quasi il 90 per cento. Numeri ovvi, considerando che si tratta di attività chiuse da tempo. Consistente anche il calo di spostamenti verso le stazioni di trasporto: il 70 per cento. Più che dimezzati i viaggi verso il posto di lavoro (56 per cento), più contenuto quello verso negozi di alimentari e farmacie, tra le poche attività aperte in periodo di lockdown.Mentre tutti gli indici di spostamenti verso l’esterno sono precipitati, è ovviamente aumentato invece il dato sulle persone che sono rimaste a casa: in Sardegna nell’ordine del 24 per cento, un po’ inferiore al dato medio nazionale che è attestato sul 26 per cento. Google ha calcolato le statistiche usando lo stesso tipo di dati aggregati e anonimi che servono di solito per mostrare le visite in luoghi popolari attraverso Maps. I cambiamenti giornalieri sono comparati a un dato base: il valore medio che prende in considerazione un periodo di cinque settimane che va da 3 gennaio al 6 febbraio del 2020. Il tipo di dati inclusi nel calcolo dipende dai settaggi adottati dai singoli utenti, dalla connettività e dalla soglia della privacy.Google calcola queste statistiche in base agli utenti che hanno optato per consentire il tracciamento dei loro spostamenti, quindi i dati rappresentano solo una parte di coloro che usano Maps sul proprio telefonino. Google stessa ricorda, che, «come accade per tutti i campioni di un’indagine, può rappresentare o meno l’esatto comportamento di una fetta più ampia di popolazione». (r.pe.)

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