COVID-19. Il Ministero della Salute dal 20 gennaio aveva avvertito “tutti” dell’arrivo del virus

0
15

Lo sapevano tutti. Il Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, con nota prot.1997 del 20 gennaio 2020, aveva allertato “tutti”, comprese le regioni, con una nota avente ad oggetto “Polmonite da nuovo coronavirus(2019 –nCoV) in Cina”, sull’arrivo di quella che poi sarebbe stata l’attuale pandemia di COVID-19.Ma la nota non si limitava ad avvertire, dava anche precise indicazioni sulla gestione dei casi.Riportiamo lo stralcio che riguarda proprio questo aspetto.”A  tale  fine,  si  forniscono  di  seguito  i  criteri  e  le  modalità  di  segnalazione  dei  casi  di  infezione  da nCoV, condivisi con il DMI dell’Istituto Superiore di Sanità. Devono  essere considerati casi  sospetti  di  nCoV  le  persone  che  rispondono  ai  criteri  indicati  nella definizione di caso (Allegato 1).I casi  sospetti  di  nCoV  vanno  visitati  in  un’area  separata  dagli  altri  pazienti  e  ospedalizzati in isolamento in un reparto di malattie infettive, possibilmente in una stanza singola,facendo loro indossare  una mascherina  chirurgica,  se  riescono  a  tollerarla. Il  numero  di  operatori  sanitari,  di familiari e di visitatori ad un caso sospetto deve essere ridotto, e deve essere registrato.Il personale sanitario che accudisce tali casi dovrebbe, ove possibile, essere dedicato esclusivamente a questi pazienti per ridurre il rischio di trasmissione.Per  motivi  precauzionali,  si  raccomanda  che  il  personale  sanitario,  oltre  ad  adottare  le  misure standard  di  biosicurezza,  applichi  le  precauzioni  per  prevenire  la  trasmissione  per  via  aerea  e  per contatto.In particolare, dovrebbe  indossare:  mascherina e protezione  facciale, camice  impermeabile a  maniche  lunghe  non  sterile  e  guanti. Qualora  siano  necessarie  procedure  che  possono  generare aerosol, la mascherina dovrebbe essere di tipo FFP2. Dovrebbero essere utilizzati strumenti mono-uso e strumentazioni portatili (es. raggi X) per evitare di muovere  il  paziente.  Se  è  necessario  trasportare  il  paziente  fuori  dalla  stanza  di  isolamento,  usare percorsi predeterminati per minimizzare la possibile esposizione di personale sanitario, altri pazienti e visitato-“Gli addetti ai lavori erano informati.La terribile, del senno di poi, domanda che è lecito porsi è se questa circolare sia stata letta. E se, come da compiti d’ufficio lo è stata, come mai sia stato possibile, come nel caso della Sardegna, che l’85% dei casi di contagio si sia manifestato in ambito ospedaliero?

leggi l’articolo su: Sassari Notizie

promo lavazza sassari