Coronavirus in Sardegna, R0: valore che può segnare la fine dell’emergenza

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Il fattore che indica la capacità di contagio nell’isola è sceso a 1. Il lavoro di un giovane analista di TempioRoberto Petretto

20 Aprile 2020

SASSARI. Oltre a quello dei contagi, dei morti, delle persone ricoverate in terapia, c’è un altro grafico da tenere d’occhio: quello che descrive l’evoluzione del “fattore” R0 (erre con zero). E in Sardegna quel grafico è incoraggiante. Si tratta del cosiddetto “numero di riproduzione di base”: se l’R0 di una malattia infettiva è 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0, tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’epidemia. Quando questo valore scende sotto 1, l’epidemia può essere contenuta. La Germania, che in queste ore sta riaprendo, ha raggiunto un livello di 0,7. In Sardegna siamo arrivati a 1 secondo un’analisi effettuata da un 25enne di Tempio e un 26enne di San Martino in Pensilis.Luigi Giuseppe Atzeni, data analyst presso Boraso, e Vincenzo Nardelli, dottorando in Statistica all’università di Milano Bicocca, entrambi laureati in Data analytics alla Cattolica di Milano, sono partiti dai dati pubblicati dalla Protezione civile creando un “pannello di controllo” per il monitoraggio dell’epidemia. «Nel giro di pochissimi giorni – spiega Luigi Giuseppe Atzeni – il gruppo si è allargato a figure professionali come professori ordinari e ricercatori di statistica, ricercatori astrofisici, e, grazie a Tombolini & Associati, ricercatori di economia, filosofi e medici. Siamo così riusciti a dare vita a #covstat, che ha come obiettivo elaborare stime attendibili sull’evoluzione del #Covid19, sulla base di dati verificati e di metodologie scientifiche accessibili e verificabili».Attraverso il sito web CoVstat.it si può accedere quotidianamente a analisi trattate con un linguaggio facilmente comprensibile da tutti. «R0, numero di riproduzione di base, è forse l’indicatore più importante per monitorare l’evoluzione dell’epidemia – spiega il giovane analista -. Indica il numero medio di infezioni prodotte da ciascun individuo infetto. Se l’R0 di una malattia è circa 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone».Quali fattori fanno scendere il valore del R0? «Sono principalmente tre: minore probabilità di trasmissione, minore durata dell’infettività, minore numero di contatti. I primi due sono possibili solo attraverso l’utilizzo di un vaccino, non disponibile nel breve periodo. Il terzo fattore è l’unico sul quale il governo ha puntato e sul ogni cittadino può agire direttamente rispettando pedissequamente le direttive di distanziamento sociale».Dall’analisi dei dati emerge un andamento positivo, sia su scala nazionale, ma soprattutto in Sardegna: «La notizia positiva – spiega ancora Atzeni – è che siamo passati da un valore vicino a 4 ad un valore odierno pari a 1. Ciò è stato possibile solo attraverso il rispetto delle misure di contenimento; in caso contrario avremmo avuto una crescita esponenziale dei contagi, con gran parte dell’isola infettata in pochissimo tempo».Su scala nazionale il valore del R0 è di 1,09. «Non è il momento di abbassare la guardia – ammonisce Atzeni -, dobbiamo fare in modo che l’R0 scenda sotto l’1, indicando il superamento del picco o plateau regionale. Per questo è necessario rispettare le restrizioni, come fatto fino ad ora».In Sardegna rimane però l’incognita di un dato condizionato dal numero di tamponi ancora basso: «Le politiche attuate dalle varie regioni riguardo alla somministrazione dei tamponi hanno sicuramente inciso su vari modelli di previsione. Il problema degli asintomatici è ancora un argomento sul quale molti virologi ed epidemiologi stanno cercando di fare chiarezza».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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