Coronavirus: strage di anziani nelle Rsa, la denuncia del Codacons

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“ Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venuti a contatto con il virus, che in molti casi, ha aggravato le loro condizioni portandoli alla morte, con i luoghi di assistenza trasformati in pericolosissimi focolai epidemici”

Con questa dichiarazione il CODACONS ha presentato un esposto alla Procura di Sassari: omicidio plurimo doloso e procurata epidemia le accuse, gravissime,  affidate al sostituto procuratore Paolo Piras, esperto di reati in ambito sanitario che, con la collaborazione di SPRESAL e N.A.S. coordina le quattro inchieste relative all’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, all’Antonio Segni di Ozieri e alle Rsa  “Casa Gardenia” di Ossi e “ Casa Serena” di Sassari.

Infatti, con il passare delle settimane e l’aumento costante dei decessi, sono state innumerevoli , da parte dei parenti, le richieste di far luce sulle reali condizioni delle strutture in cui venivano ricoverati i loro cari, accumulandosi, l’una sull’altra, tra le denunce già presenti nel fascicolo aperto dal procuratore Gianni Caria; la necessità di fare chiarezza infatti s’inserisce nel quadro più ampio del controllo delle risorse e della gestione dell’emergenza sanitaria nel Nord – Sardegna, con i due centri residenziali per anziani in primo piano.

Per il presidente Carlo Rienzi infatti” I decessi a Casa Serena a Sassari e a Casa Gardenia di Ossi sono stati una strage voluta, dolosa, con un disprezzo criminale degli anziani: si arresti chi non ha adottato misure a tutela dei pazienti e li ha mandati a morire”.

Per l’associazione infatti sarà di primaria importanza perseguire penalmente i responsabili dei contagi e dei decessi avvenuti nelle Rsa per l’incapacità di gestire l’emergenza. Per questo motivo agli inquirenti è stato lanciato un appello di sequestrare le salme dei deceduti e di disporre autopsie su tutti i corpi per accertare le cause dei decessi. “ Tale misura” prosegue Rienzi  “Si rende necessaria per evitare che le case di riposo eseguano le cremazioni, che, di fatto, farebbero scomparire prove utili ad accertare le responsabilità dei reati commessi a danno dei pazienti ricoverati nelle strutture “ infatti i soli documenti e le cartelle cliniche non sono sufficienti a ricostruire le dinamiche delle morti e le relative responsabilità; per il momento però, nessuno è ancora stato inscritto nel registro degli indagati.

 

 

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