Castelsardo, la guerra delle mascherine: volano gli stracci tra sindaco ed ex sindaco

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Continua a Castelsardo la guerra delle mascherine, che sta infiammando il dibattito politico tra maggioranza e opposizione, con minacce di ricorsi alla Magistratura.

Tutto è cominciato l’altro ieri, durante la consegna alla cittadinanza delle mascherine di protezione anti-Coronavirus da parte dell’associazione e gruppo di minoranza “Insieme per Castelsardo”, di cui fa parte anche l’ex sindaco ed ex consigliere regionale Franco Cuccureddu. Consegna che sarebbe stata, a parere di quest’ultimo, ostacolata da sindaco e Giunta, che invece giudicano diffamatorie tali affermazioni, minacciando il ricorso in Procura.

“Innanzitutto non è vero che l’amministrazione comunale abbia distribuito mascherine di protezione alla popolazione. – spiega l’ex primo cittadino – Sono state solo distribuite, e non a tutti, dei pezzi di stoffa copribocca, privi di efficacia e di certificazione. Noi abbiamo procurato, autotassandoci e non senza fatica, mascherine chirurgiche certificate, che stiamo distribuendo ai cittadini di Castelsardo. Inoltre abbiamo donato delle maschere di protezione FFP2 alle forze dell’ordine, vigili urbani, al personale 118 e ai cittadini più esposti per ragioni di salute. Ritenendo – continua – di aver fatto il nostro dovere di amministratori al servizio dei cittadini, cosa che non è riuscita a fare la Giunta, ci è dispiaciuto che siano stati mandati i vigili a cavillare sulle modalità di distribuzione di un dispositivo assolutamente necessario per la cittadinanza. Il sindaco dice che né lui né nessuno della Giunta abbia fatto segnalazioni ai vigili e non solo? Ne prendiamo atto. Noi abbiamo informazioni diverse”.

“A questo punto – precisa Cuccureddu – potrebbe essere utile che a valutare la veridicità di ciò che si dice e che si scrive ( nonché di eventuali abusi) siano proprio gli organi giudiziari competenti a stabilirlo. Beninteso – conclude – la distribuzione continua”.

I dispositivi distribuiti dalla minoranza (Foto concessa)
I dispositivi distribuiti dalla minoranza (Foto concessa)

La replica del sindaco Antonio Capula non si è fatta attendere. “Appena scoppiata l’epidemia ci siamo attivati nel reperire mascherine coprinaso e bocca più facilmentee reperibili sul mercato, fornite in primis a chi era impegnato in prima linea: volontari, studi medici, soggetti seguiti dai servizi sociali, vigili urbani, compagnia barracellare, dipendenti comunali, associazini e altri. Nel contempo è iniziata la consegna porta a porta anche per nuclei familiari, una per nucleo, in busta ermetica e scheda tecnica allegata. Ad oggi – continua Capula – ammontano a circa 5.000 le mascherine telo copri naso e bocca consegnate, di cui 1.500 certificate che abbiamo richiesto e che ci ha consegnato la Protezione Civile. Il tutto – spiega – è stato effettuato per la tutela della salute pubblica e non certo per un doppio fine, pubblicità o vana gloria. Respingiamo – conclude il primo cittadino – con forza le diffamazioni di chi cerca di speculare per la propria visibilità personale anche in situazioni come queste. Apprezziamo invece coloro che lo fanno senza clamore e senza chiedere nulla in cambio”.

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