Coronavirus, una ricercatrice sassarese in Nuova Zelanda: «Aiutatemi a ritornare a casa»

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Laura Pintore si trova a Wellington da gennaio e il suo volo è stato annullato Luca Fiori

16 Aprile 2020

SASSARI. «Sono dall’altra parte del mondo e vorrei rientrare a casa, ma l’Italia sembra essersi dimenticata di me e di tanti altri italiani che come me vorrebbero riabbracciare i propri cari». È lo sfogo di Laura Pintore, 27enne sassarese, studi universitari tra Roma e Torino, dal 29 gennaio a Wellington (Nuova Zelanda) per un dottorato di ricerca promosso da Università di Torino, Wwf Italia e National institute of water and atmospheric research.Il soggiorno di ricerca termina il 26 aprile e Laura ha il biglietto aereo, ma il volo Emirates è stato annullato. L’assicurazione sanitaria non copre patologie pandemiche e scade il 27 aprile, il visto il 7 dicembre, ma viaggio, vitto e alloggio sono a suo carico. In Nuova Zelanda c’è il lockdown e l’istituto in cui lavorava è chiuso. Il 21 marzo la ricercatrice sassarese è stata all’Ambasciata per capire cosa fare. «Io e altri tre italiani siamo stati ricevuti in un pianerottolo e invitati a consultare le Faq sui siti di Ministero degli Esteri», racconta. «Abbiamo capito che ci saremmo dovuti arrangiare, a dispetto di chi proclama che nessun italiano sarà lasciato solo», sottolinea con dispiacere. Sul sito della Farnesina il mondo è diviso in aree. «Ma abbiamo scoperto – spiega Laura Pintore – che la Nuova Zelanda non esiste». A fine marzo Laura e altri italiani, bloccati in Australia e Nuova Zelanda, creano un gruppo Facebook tra tutti quelli che chiedono aiuto per rientrare in Italia. Scrivono alla Farnesina e in poco tempo nasce una lista con più di 400 adesioni. Il 28 marzo l’ambasciatore italiano a Wellington, Fabrizio Marcelli scrive agli italiani che si sono rivolti a lui. «Se cessassimo di avere una prospettiva egocentrica e guardassimo alla situazione del nostro Paese e di italiani bloccati in Paesi meno sviluppati della Nuova Zelanda, valuteremmo la nostra situazione più realisticamente», scrive nella lunga risposta il diplomatico. «Io, sola, dall’altra parte del mondo, lontana dalla famiglia, non mi aspettavo una ramanzina dall’istituzione che dovrebbe farmi sentire al sicuro», confessa Laura Pintore. Il 6 aprile al telefono l’Ambasciata le suggerisce di comprare i biglietti di Qatar Airways. «Prezzi inammissibili, un dottorando non può permetterseli – dice – ma l’ambasciata dice che non può aiutarmi in alcun nodo». Qualche giorno fa un’altra mail dell’ambasciatore annuncia che “a metà della prossima settimana cessano i voli speciali organizzati dai Paesi europei” e che “quelli della Qatar Airways saranno sospesi dal 18 aprile”. Chi vuol rientrare in Italia deve approfittare dei voli tedeschi da Auckland e Christchurch per Francoforte, ma per imbarcarsi bisogna avere già il biglietto da Francoforte a casa. «Ora è impossibile anche prendere quelli – spiega Laura Pintore – perché solo stati annullati. Fra tanti mi ritengo fortunata, posso continuare a sostenermi economicamente, sebbene ciò incida sul mio bilancio familiare – conclude Laura – ma con questo appello interpreto le preoccupazioni di chi è meno fortunato di me».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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