Sassari, perde i soldi del mutuo: uno sconosciuto glieli restituisce

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Un benefattore misterioso riporta a un giovane la busta con la somma smarrita. «Avevamo le lacrime agli occhi ma non potevamo nemmeno abbracciarci» di Roberto Sanna

15 Aprile 2020

SASSARI. La Provvidenza, ai tempi del Coronavirus, è ben diversa da quella manzoniana. Viaggia sulle autostrade dei social network, si presenta sotto forma di un signore che con il volto coperto da una mascherina e le mani protette dai guanti ti consegna i soldi che ti permettono di continuare a pagare il mutuo. Andrea Zucca Pais, 31 anni, di Codrongianos, non è riuscito a vedere il volto del suo benefattore, non ha potuto nemmeno abbracciarlo.Eppure quello sconosciuto, che tale è voluto rimanere, gli ha evitato di trascorrere una Pasqua ancora più brutta di quella che, confinato a casa come tutti, ha passato. Ad Andrea era successa una di quelle cose che terrorizzano tutte le persone: perdere una busta con dentro tanti soldi, che stava per versare in banca e continuare a pagare quel mutuo che si è accollato quando, giovanissimo, ha cominciato a lavorare e ha deciso che il primo passo di quell’indipendenza economica sarebbe stato quello di acquistare una casetta tutta sua: «Ho sempre lavorato e in tutti questi anni ho convissuto, come tanti, col timore di non riuscire a onorare il mutuo – racconta –. Sono sempre riuscito a pagare regolarmente e due mesi fa, dopo una vita da lavoratore dipendente, ho trovato il coraggio di mettermi in proprio. Ovviamente non avrei mai immaginato che la situazione sarebbe stata questa che stiamo vivendo, ma in quel momento i segnali erano incoraggianti».Adesso i soldi gli capita di riceverli in contanti dai clienti ed è stata proprio una di queste situazioni che ha causato l’episodio: «Sono andato a Predda Niedda a incassare una fattura, il cliente mi ha dato una cartellina di plastica trasparente con dentro una busta con 500 euro. Da lì sono andato direttamente in banca, in viale Dante, per pagare la rata del mutuo. E in banca mi sono accorto che la cartella era vuota. Sono risalito in auto e sono tornato a Predda Niedda a cercare la busta, ma non l’ho trovata. Ero disperato, non avrei potuto pagare la rata, l’unica speranza era che qualcuno avesse trovato i soldi e li avesse conservati. Così ho fatto un appello disperato su Facebook sperando che qualcuno potesse aiutarmi. Da casa ho seguito quel post per tutta la sera, vedevo che lo condividevano tantissime persone, ho ricevuto addirittura messaggi di sconosciuti che mi volevano aiutare prestandomi dei soldi».La vita è anche una questione di “sliding doors”, porte scorrevoli che e segnano le svolte. Quella stessa mattina un signore sui 70 anni era indeciso o meno se uscire di casa per accudire alla sua campagna, era demotivato. Alla fine ha deciso di farlo e, passando in viale Dante davanti a quella banca, ha visto una busta per terra e l’ha raccolta. Dentro c’erano 500 euro, persi da qualcuno. Non ha mai pensato di tenerli per sé, è entrato in una panetteria nei pressi chiedendo se avessero visto aggirarsi qualcuno che cercava qualcosa per terra: «Gli hanno risposto di no – racconta Andrea – e un signore ha aggiunto: perché non se li tiene o, se proprio non li vuole, li dà in beneficenza? Lui ha risposto che l’aveva sempre fatta ma coi suoi soldi, non con quelli degli altri. Così è entrato in banca a fare la stessa domanda e il direttore gli ha detto che forse potevo essere io. Gli ha dato il mio numero, lui mi ha chiamato, ci siamo incontrati e non so chi fosse più emozionato. Non mi ha voluto dire il suo nome ma gli sarò per sempre grato».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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