Coronavirus in Sardegna, stagione turistica a rischio. I balneari sono in allarme: «Siamo pronti a ripartire»

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La spiaggia Li Cossi a Costa ParadisoBertolotti, Sib: «Sarà un turismo locale e povero, ma affronteremo la stagione». Critiche alla Regione: «Chiude le spiagge ma a essere insicuri sono gli ospedali»Alessandro Pirina

14 Aprile 2020

SASSARI. Da sempre il weekend di Pasqua segna l’inizio dell’estate: apertura di chioschi e locali sulle spiagge, primi turisti e – meteo permettendo – primi bagni di stagione. Il coronavirus ha cancellato questo rito. Quelle che sembravano delle nubi nere sulla stagione sono diventate uno tsunami. Il destino del turismo balneare sembra segnato e anche le rassicurazioni della sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi – «questa estate andremo al mare» – appaiono poco rassicuranti. Per non parlare poi di quei gabbiotti in plexiglass escogitati per mantenere le distanze di sicurezza in spiaggia. «Idiozie che non voglio nemmeno commentare», le liquida Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Sud Sardegna e vice nazionale del Sib, sindacato dei balneari.Bertolotti, che estate sarà?«La preoccupazione delle attività economiche è fortissima ma è ancora più forte quella per la situazione sanitaria del Paese. In particolare quella sarda, ancora più preoccupante, perché rispetto al resto d’Italia i focolai sono nelle strutture sanitarie. Pertanto, le categorie economiche si comporteranno in base alle scelte del governo e delle autorità sanitarie. Oggi, dunque, è assolutamente prematuro fare una previsione a riguardo».Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

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