Sassari, tamponi drive-in a San Camillo

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Test rapidi in auto nel cortile della struttura sanitaria. Il sistema consente di ridurre al minimo i rischi

SASSARI. Test rapidi in auto. Sono stati eseguiti ieri nell’area della struttura sanitaria di San Camillo a Sassari. Si tratta del cosiddetto “tampone drive-thru”, quello utilizzato in Corea e che è già stato sperimentato in diverse regioni italiane, ora anche in Sardegna. L’obiettivo è quello di aumentare il raggio di controllo sui cittadini potenzialmente contagiati e tenere alto il livello di attenzione sul diffondersi del Coronavirus.

Il via libera l’aveva dato nelle settimane scorse il ministero della Salute. E ieri pomeriggio le operazioni si sono svolte anche a Sassari con modalità blindate: le persone convocate per il tampone sono arrivate a bordo delle rispettive auto sulla strada che collega Sassari con Sorso, fino a un presidio della polizia locale e hanno svoltato a sinistra in una strada secondaria che fiancheggia la struttura sanitaria e infine sono entrate nel cortile del San Camillo e lì senza scendere dal veicolo sono state sottoposte al test rapido, poi hanno fatto rientro a casa.

I tamponi eseguiti attraverso il finestrino aperto sono considerati una pratica molto efficace per evitare il rischio di diffusione del contagio negli ospedali e, ovviamente, possono essere effettuati su persone positive che non hanno sintomi (che siano già positive o meno) e che abbiano la possibilità di spostarsi verso strutture dove le operazioni si possono svolgere in condizioni di massima sicurezza, come è avvenuto appunto ieri pomeriggio nel presidio del San Camillo.

Intanto sulla questione dei tamponi e i relativi esiti è tornata ieri l’Aou. «Tamponi analizzati nell’arco delle 5 ore, con responso comunicato nei tempi più brevi possibili alla direzione e al medico competente che, a sua volta, lo trasmette agli interessati». Lo ha spiegato il direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia Salvatore Rubino, che, nel periodo di emergenza che ha interessato le strutture ospedaliere dell’Azienda di viale San Pietro, ha seguito questo iter per essere più celere nella comunicazione dei responsi.

«Nella prima fase dell’emergenza – sottolinea Salvatore Rubino – tutti i risultati per essere più tempestivi nella comunicazione sono stati inviati per mail e seguiti poi, ovviamente, dai referti. Dalla scorsa settimana – con l’attivazione in tutti i punti di richiesta del sistema Galileo – i referti sono inseriti nel sistema informatico, visibili e scaricabili da chi di competenza».

Dal momento dell’emergenza sanitaria sino a oggi, il laboratorio diretto dal professor Rubino, struttura di riferimento regionale per il nord Sardegna, ha effettuato 7171 tamponi. Di questi, 2033 sono stati eseguiti sui dipendenti dell’Aou di Sassari e delle aziende che operano in regime di convenzione.

«Si tenga presente che – evidenzia il medico competente dell’Aou, Antonello Serra – il ministero della Salute consiglia l’esecuzione dei tamponi Pcr solo su soggetti sintomatici. La nostra Azienda ha adottato una linea di grande cautela per gli operatori programmando di sottoporre a test Pcr tutti i dipendenti».

In parallelo già in settimana, l’Aou ha avviato un programma di determinazione del profilo anticorpale specifico per Covid. Si tratta di una metodica che consente l’acquisizione di rilevanti elementi di conoscenza del fenomeno infettivo, sia dal punto di vista epidemiologico sia clinico. «Attualmente – aggiunge Antonello Serra – sono stati somministrati oltre 900 test e nel corso della settimana prossima si prevede di testare tutto il personale». Sulla base dei dati a disposizione dell’Aou sassarese, «la prevalenza di dipendenti positivi della nostra azienda e di quelle in convenzione che lavorano in ospedale è sotto il 3 per cento, mentre la prevalenza attuale si attesta sotto l’1,5».

Intanto hanno appena ripreso servizio 43 dipendenti precedentemente risultati positivi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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