Casa Serena, nuovi contagi ma rallentano i decessi

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Due gli ospiti morti domenica, di cui uno positivo, 62 gli anziani infettati Il sindaco Campus: «Spiragli di luce e struttura finalmente in sicurezza»

SASSARI. Dati in chiaroscuro per Casa Serena. Nella struttura per anziani comunale di via Pasubio crescono i contagi, 15 in più dopo la nuova batteria di tamponi chiesta con forza dal sindaco Campus, con gli ospiti colpiti dal Covid che salgono a 62, con 42 negativi. E i numeri che potrebbero ulteriormente peggiorare visto che manca il risultato di 25 tamponi.

Ci sono però anche importanti spiragli. Su tutti l’impressionante catena di decessi (23 dal primo marzo al 1 aprile, di cui più della metà sicuramente di ammalati di Covid), che ha subito un deciso rallentamento: due le morti, entrambe domenica, di cui solo una per il virus. E soprattutto una ospedalizzazione della struttura ormai “matura” con due medici e alcuni infermieri distaccati dall’Ats a tempo pieno che tengono sotto controllo la situazione sanitaria che, al netto delle patologie presenti negli anziani ospiti, non registra in queste ore particolari criticità. C’è poi la partita dei tamponi ai dipendenti, lo scorso 4 aprile i positivi erano 39 su 60, e si aspetta che siano sottoposti a tampone 15 dipendenti non controllati la scorsa settimana. Il test si sarebbe dovuto tenere l’altro ieri mattina ma poi è stato rinviato. Il personale in servizio comunque, anche grazie agli aiuti esterni e ai “rientri” di alcuni effettivi dalla quarantena, è a garantire luoghi, percorsi e staff separati per gli ospiti positivi e negativi.

A fare il punto della delicata situazione è stato il sindaco Gian Vittorio Campus, nel suo “punto” settimanale con la stampa. «Si intravede uno spiraglio di luce – ha spiegato – sia a Casa Serena che in generale nella situazione cittadina. Per quattro notti non ci sono state sirene del 118 a rompere il silenzio. E anche i numeri, di contagi seppur importanti, stanno rallentando. E avvicinandosi, si spera, a una discesa, senza che si siano mai saturati i posti letto nei reparti più sotto pressione e in rianimazione. Chiaramente ci sarà tempo e modo per analizzare cosa è successo, cosa ci ha portato ad essere il Comune con più contagi nell’Isola. Anche se sembra evidente che tutto sia partito dall’ospedale, che ha pagato problemi logistico-organizzativi causati principalmente dal fatto di essere un hub concentrato in un’unica struttura. Col senno di poi si sarebbero dovuti creare due ospedali distinti, ma ci sarebbero voluti mesi, e mesi fa nessuno si poteva immaginare di trovarsi in questa situazione».

«Dall’ospedale – ha continuato il sindaco – sono partiti anche i focolai nelle strutture per anziani, sicuramente a Casa Serena, con una paziente di ritorno da Cardiologia. Probabilmente anche nella Rsa San Nicola. Focolai che, per le caratteristiche delle strutture e della loro popolazione, la più debole ed esposta, si sono rivelati di difficilissima gestione».

E proprio sulla natura delle casa di riposo si interroga Campus: «È evidente – ha spiegato – che la stessa idea di Casa di riposo andrà ripensata profondamente. Non si può più immaginare di tenere una struttura con così tanti ospiti come aveva Casa Serena, senza che sia “medicalizzata”. Il sistema delle case di riposo, simile n tutta Italia, ha dimostrato la sua drammatica fragilità. Non ce lo possiamo più permettere. Avremo modo di interrogarci su un nuovo modello. Per ora l’importante è contenere i danni, e continuare a rispettare le dure regole che ci siamo imposti. Per coglierne i frutti».

Su uno dei punti dolenti della gestione dell’emergenza poi, quello della comunicazione: «Fortunatamente – ha chiuso Campus – a Casa Serena è rietrata dall’isolamento una assistente sociale. Che ha preso in carico i contatti tra ospiti e parenti. Ci rendiamo conto di aver dovuto prendere provvedimenti “feroci”, una vera e propria segregazione degli anziani nella struttura. Ma era l’unica strada percorribile. Ed è stato fatto per la loro incolumità».

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