Coronavirus in Sardegna, mutui e finanziamenti: stop di 3 mesi alle rate per aziende e famiglie

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L’impegno di Intesa Sanpaolo: «Cento milioni già stanziati, ma per l’emergenza nell’isola sono in arrivo altri fondi»

SASSARI. Il pin dell’emergenza ha otto lettere: sostegno. Lo possono digitare tutti i clienti di Intesa San Paolo che stanno vivendo un momento di difficoltà a causa della chiusa delle attività, sia che si tratti di imprese o di privati. Per rispondere alla richieste di sospensione delle rate di mutui, finanziamenti e prestiti personali l’istituto di credito torinese ha stanziato 100 milioni per la Sardegna: 50 sono già stati erogati, gli altri sono in via d’assegnazione. La cifra, comunque, è parziale e presto sarà ritoccata dopo che la Banca ha alzato la disponibilità totale da 15 a 50 miliardi euro.

«Alla fine di marzo avevano già richiesto e ottenuto la moratoria circa 800 aziende sarde, quasi tutte Pmi, e 2200 privati – spiega Pierluigi Monceri, responsabile della direzione regionale di Intesa San Paolo in Sardegna, Lazio, Sicilia, Abruzzo e Molise –. Per ottenere la sospensione le attese sono limitate a un periodo di tempo compreso tra i 3 e i 5 giorni».

Le opzioni possibili sono diverse e, ovviamente, rispondono a esigenze differenti: «Le nuove risorse per le imprese comprendono sia linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti, della durata di 18 mesi meno un giorno, di cui 6 di preammortamento, sia possibilità di credito che garantiscono liquidità per le casse delle imprese, in modo da affrontare la gestione dei pagamenti urgenti – aggiunge Monceri –. Sono soluzioni che si aggiungono alla moratoria per famiglie e imprese che Intesa Sanpaolo ha annunciato fin dalle prime fasi dell’emergenza e che prevedono la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti per la sola quota capitale o per l’intera rata. La sospensione è prorogabile per un periodo di tempo compreso tra 3 e 6 mesi, a seconda della durata dell’emergenza».

L’emergenza sanitaria, però, ha generato anche problemi di gestione del rapporto tra i clienti e gli addetti dell’istituto di credito. La filiali, infatti, sono costrette e ricevere i clienti solo dopo aver fissato un appuntamento ma le pratiche possono essere gestite a distanza tramite il sito internet della Banca. Per snellire anche questi passaggi, Intesa San Paolo ha allestito una task force informatica che garantisce l’operatività dell’home banking.

L’intervento della banca torinese a favore delle imprese ha anticipato quello della Regione che, due giorni fa, ha annunciato uno stanziamento di 120 milioni dedicato proprio alle aziende: «Che sarà utilissimo perché la crisi economica causata dalla pandemia avrà notevoli ripercussioni, purtroppo, su uno dei settori trainanti dell’economia sarda, il turismo. Per questo saranno necessari gli sforzi di tutti per garantire la sopravvivenza della aziende – commenta Monceri prima di dare allungare lo sguardo al tempo che verrà e alle novità che potrebbero caratterizzare il futuro prossimo –. Qualcosa si inizia a vedere già adesso, come l’ascesa dello smart working, che potrebbe garantire l’evoluzione di molte aziende. Ma non solo, se verranno accelerati i processi di digitalizzazione sarà tutto più facile. Anche la “sburocratizzazione” nec essaria in questi periodo sarà una cosa a cui non dovremo rinunciare. E poi l’e-commerce, che negli ultimi mesi è cresciuto del 150%. Ma una cosa la devo dire anche sulla nostra categoria, perché i colleghi bancari sono poco valorizzati anche in questo periodo invece il nostro impegno e i nostri sforzi contribuiscono a risolvere situazioni complicate, e questo ci deve rendere orgogliosi».

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