Coronavirus in Sardegna, i limiti agli spostamenti puliscono l’aria delle città

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Crolla la presenza di sostanze inquinanti, ma a Cagliari ad aprile c’è stato un rialzo. Meno monossido di carbonio e polveri sottili, aumenta solo la quantità di ozono

SASSARI Con auto parcheggiate e presenza umana nelle strade ridotta al minimo, la terra respira meglio, soprattutto vicino alle città. Anche in Sardegna i dati forniti dalle centraline dell’Arpas, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (34 sparse sul territorio dell’isola) disegnano quotidianamente un quadro della situazione. Il sito https://portal.sardegnasira.it/dati-ambientali propone anche i riepiloghi per zona, su base annuale o con un arco temporale che può essere selezionato dall’utente. Dai grafici si può chiaramente capire l’evolversi della situazione. Le città sarde, anche quelle più popolose, non hanno mai registrato problemi di inquinamento tali da rendere obbligatori blocchi del traffico. Però gli effetti dello stop forzato provocato dall’emergenza coronavirus ha avuto effetti evidenti sulla qualità dell’aria. Basta guardare l’andamento della presenza di sostanze nocive nelle città sarde dall’inizio dell’anno. Già da febbraio è iniziato un calo che poi ha continuato a per tutto marzo e, salvo rare eccezioni, sta continuando ad aprile. Il fenomeno ha riguardato tutti gli inquinanti presi in considerazione dalle rilevazioni delle centraline: monossido di carbonio, biossido di azoto, polveri sottili, biossido di zolfo e benzene: tutte queste sostanze presenti nei cieli dei maggiori centri isolani si sono rarefatte nel giro di tre mesi. I dati più significativi sono ovviamente quelli delle centraline sistemate all’interno dei perimetri urbani. A Sassari sono due così come a Olbia. A Cagliari una, ma altre due sono piazzate a Monserrato e Quartu, quindi da considerare comunque nell’agglomerato del capoluogo sardo. A Oristano e Nuoro le centraline, secondo l’elenco fornito dall’Arpas, sono sistemate in zona “rurale” ed è forse per questo che non è rilevata la presenza di alcuni inquinanti. Interessante anche il dato di Porto Torres, che ha una centralina nell’area industriale. A guardare bene i grafici, però, si nota che nel mese di aprile qualcosa è cambiato a Cagliari: il monossido di carbonio ha ripreso ad aumentare, mentre biossido di azoto e polveri sottili hanno continuato la discesa. A Sassari, sempre ad aprile, ha rallentato il calo del biossido di azoto mentre hanno continuato ad andare giù a picco i valori di monossido die polveri sottili. Grafico discendente anche a Olbia, con un breve rialzo delle polveri sottili tra febbraio e marzo. I dati del centro gallurese sono sempre condizionati anche da un altro fattore, oltre a quello del traffico automobilistico: quella della presenza di un intenso traffico di navi nel porto dell’Isola Bianca. Mezzi che hanno emissioni inquinanti tutt’altro che trascurabili. Un unico parametro è cresciuto in questo periodo di tempo nelle città sarde: quello dell’ozono. La variazione potrebbe essere legata alla maggiore insolazione e a un aumento delle temperature.

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