Abbanoa insiste coi conguagli

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Le richieste di pagamento lasciate nelle cassette delle lettere, cittadini sempre più allarmati

PORTO TORRES. Da qualche settimana gli operatori di Poste italiane stanno imbucando nelle cassette postali di diverse famiglie di Porto Torres le raccomandate di Abbanoa che chiede il pagamento dei cosiddetti conguagli regolatori già impugnati negli anni scorsi dagli utenti sardi.

Una situazione che sta allarmando soprattutto la popolazione anziana, già impaurita dal momento drammatico che si sta vivendo, che già nel settembre scorso aveva ricevuto solleciti di pagamento con minacce di slaccio da parte di Abbanoa. Una situazione al limite del grottesco allora, perché nello specifico le persone erano costrette a recarsi in un esercizio pubblico per poter ricevere spiegazioni rispetto alle bollette recapitate nelle abitazioni. «Decine di famiglie si stanno rivolgendo ogni giorno alla nostra associazione – dice la presidente di “Civiltà è Progresso” Alba Rosa Galleri – per sapere come si devono comportare con questi conguagli da pagare: poco ne capisce l’anziano, il disoccupato, la casalinga che deve affrontare il problema della spesa, il padre di famiglia che ha difficoltà a metter insieme quanto necessario per pranzo e cena, che quella busta “raccomandata”, contenente un conto corrente con l’importo di cui Abbanoa vanta il credito, è solo la comunicazione attraverso la quale si interrompe la prescrizione, nel malaugurato caso che le varie azioni pendenti presso i tribunali della Sardegna diano ragione al gestore idrico per quel che riguarda i conguagli regolatori».

Da diversi anni l’associazione “Civiltà è Progresso” affronta disservizi causati da Abbanoa nei confronti dei cittadini. Tra l’altro, ha organizzato una class action per l’erogazione di acqua non potabile a Porto Torres negli anni dal 2009 al 2015, dove il tribunale di Cagliari ha respinto le eccezioni presentate dal gestore idrico tese ad annullare le richieste degli utenti turritani. Rispetto al momento attuale, in piena emergenza coronavirus, l’associazione condanna il fatto che tanti nuclei familiari stiano ricevendo la raccomandata di Abbanoa con allegato un bollettino di pagamento. «Da parte nostra non possiamo far altro che tranquillizzare gli utenti – aggiunge la presidente -, invitarli a ignorare quell’avviso e placare la rabbia che spesso affiora in un momento come questo, in cui abbiamo altri e più gravi pensieri, altre emergenze da superare e tantissime persone da aiutare. È davvero grave che Abbanoa si accanisca così in questo periodo, ed è altrettanto grave che i sindaci non si occupino in maniera diretta e decisa del problema».

I cittadini aspettano anche da qualche anno che l’ente idrico apra uno sportello in città per avere informazioni, disbrigo pratiche e anche copia delle bollette.

«Vogliamo attivare un “punto Abbanoa” gestito direttamente dal personale del Comune e ospitato nella casa comunale – aveva assicurato una nota del gestore unico di sei mesi fa –, con un presidio della nostra azienda a disposizione dei cittadini che hanno bisogno di assistenza».

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