Adolescente algherese adescata su Instagram

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La 14enne contattata da un uomo che chiedeva foto sempre più esplicite La ragazza si è rivolta ai genitori ed è partita l’indagine del commissariato

ALGHERO. Ha iniziato con qualche like alle foto del profilo, poi è passato ai complimenti con messaggi privati e sempre più espliciti e alla fine ha rivelato la sua vera natura, chiedendo con sempre più insistenza foto esplicite a chi inizialmente si era fidata di lui, pensando di avere a che fare con un coetaneo.

Quando però ha capito che quelle richieste morbose arrivavano da un adulto e non da un adolescente come lei, una quattordicenne algherese ha trovato il coraggio di parlare in famiglia di quello che le stava capitando e di chiedere aiuto. I genitori non hanno perso tempo e si sono rivolti immediatamente agli agenti del commissariato di polizia di Alghero.

Gli investigatori, coordinati dal dirigente Claudia Maria Gallo, hanno avviato le indagini e – dopo aver fatto una chiacchierata con la giovane vittima del tentativo di “revenge porn” – con la collaborazione dei colleghi della polizia postale hanno passato al setaccio decine di profili Instagram alla ricerca del pedofilo.

L’uomo sarebbe stato identificato proprio grazie alla collaborazione della giovane vittima e di altre ragazze contattate dalla polizia durante l’indagine svolta quasi interamente tra i profili social.

I giorni scorsi gli agenti del commissariato di Alghero hanno presentato un’informativa alla Procura della Repubblica di Sassari. Sull’inchiesta e sulle generalità dell’uomo c’è ancora il massimo riserbo. Il presunto pedofilo sarebbe già stato identificato, ma gli investigatori stanno ancora raccogliendo prove a suo carico.

La giovanissima vittima delle avances sessuali era stata contattata sul suo profilo Instagram a febbraio. Inizialmente non aveva dato troppo peso a quello sconosciuto che le metteva i cuoricini sulle foto, poi aveva iniziato a scambiarci due chiacchiere in privato quando l’uomo si era fatto avanti, spacciandosi per un adolescente.

La quattordicenne è caduta nella trappola e in poco tempo – senza neanche rendersene conto – si è ritrovata a doversi difendere da chi inizialmente si era presentato con dolcezza. Dopo qualche giorno di ansia la giovane ha però trovato il coraggio di chiedere aiuto ai genitori.

L’indagine è partita immediatamente ma con grande discrezione. Non è escluso che l’uomo sia il responsabile di altri casi di “revenge porn”, denunciati da altre adolescenti.

Il revenge porn consiste nel caricamento di materiale sessuale esplicito sui social per vendicarsi dopo la fine di una relazione o semplicemente a scopo estorsivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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