Coronavirus, l’ex assessore Paci: «Piano in tre mosse per salvare la Sardegna»

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L’ex assessore al Bilancio e vicepresidente della Regione Raffaele Paci

«Lasciamo da parte sterili e infantili contrapposizioni. Condivido l’impostazione di Solinas, mai come ora sarà vitale l’unità tra tutti»

CAGLIARI. Tre mosse per non far morire la Sardegna. Rapide; da realizzarsi in poche settimane, e produrre i primi effetti entro giugno. Profonde; riguardano l’architrave politico-istituzionale, ed economica, dell’isola. Condivise; non solo tra Sardegna, altre regioni e governo nazionale, ma anche e soprattutto a casa nostra, lasciando da parte infantili e sterili contrapposizioni. Le tre mosse, tre semplici proposte «da scrivere in un quarto d’ora e da inserire nel prossimo decreto del Presidente del Consiglio ad aprile», sono avanzate da Raffaele Paci, ordinario di economia politica a Cagliari ed ex vicepresidente e assessore al bilancio nella precedente giunta regionale, guidata da Francesco Pigliaru.

Ecco le tre mosse audaci. «Siamo a un passo dal baratro. E a situazioni eccezionali servono risposte straordinarie, che sono convinto essere condivise. Primo: sospendere l’efficacia del pareggio di bilancio, e permettere alle Regioni di andare in disavanzo. Questo consente alla Sardegna di far fronte alla prevista riduzione delle proprie entrate senza ridurre la spesa già programmata. Il disavanzo potrebbe poi essere o assorbito dallo Stato o finanziato con una anticipazione di liquidità da restituire negli anni. La Regione, liberata dal vincolo del pareggio, avrebbe la possibilità di intervenire a favore dei sardi, e sostenere tutti, proprio tutti. Secondo: il governo deve autorizzare le regioni a contrarre mutui anche per spesa corrente vincolata agli interventi per l’emergenza. La Cassa Depositi e Prestiti e il sistema bancario hanno ingenti risorse e i tassi sono bassi. Terzo: stabilire che la spesa sanitaria aggiuntiva dovuta all’emergenza sia coperta da risorse statali, come è per le regioni a statuto ordinario, e non dal bilancio regionale. O ci troveremo nella assurda posizione di avere meno entrate e di dover pagare le maggiori uscite sul fronte sanitario».

L’intervista completa e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

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