Esplode il contagio nella Rsa San Nicola i positivi sono 44

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Manca ancora il risultato di 65 tamponi atteso per oggi La direzione afferma: «Siamo pronti a qualsiasi soluzione»

SASSARI. C’è un nuovo focolaio che brucia nel cuore ferito di Sassari, che dopo il boom dei contagi ospedalieri e l’esplosione del virus tra le mura di Casa Serena, registra un nuovo drammatico boom di “positivi”, di nuovo all’interno di una struttura per anziani, nuova frontiera in tutta Italia di una guerra di cui non si intravede la fine.

Si tratta della Rsa San Nicola, la casa di riposo di Piandanna dove nei giorni scorsi erano stati registrati alcuni decessi sospetti e, secondo la Cisl, erano risultati affetti da Covid-19 tre pazienti e sette operatori sanitari.

Abbastanza perché la direzione sanitaria chiedesse che, a tutti i 120 ospiti della struttura, venisse fatto il tampone. Ieri i primi risultati, con numeri drammatici: 44 dei 55 tamponi risultano positivi, con il risultato degli altri 65 tamponi che arriverà questo pomeriggio. A darne notizia prima l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, che in mattinata comunica il dato parziale di 33 positivi, e poi, qualche ora più tardi, l’ufficio stampa della struttura residenziale: «Attualmente – spiegano – i positivi ai controlli sono 44. Domani (oggi ndr) arriveranno i risultati degli altri 65 tamponi e, insieme all’unità di crisi regionale, con cui la struttura è in costante contatto e a cui chiaramente offre la più totale collaborazione, si deciderà quale è la migliore strategia da adottare».

Per il resto, precisa la direzione della Rsa: «Al manifestarsi dei primi sintomi, gli ospiti sono stati isolati e, conformemente a quanto previsto dalle linee guida regionali, la Direzione sanitaria ha contattato il numero di emergenza dell’Ufficio di Igiene. Si sono potenziati i livelli di monitoraggio delle condizioni di salute di tutti gli ospiti e degli operatori, e si è implementato l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale già da tempo in uso. Gli operatori, uno staff composto da circa 130 professionisti, sono stati quasi tutti sottoposti al tampone e si attende il completamento degli ultimi 39 e dei relativi esiti. I parenti di tutti gli ospiti sono stati avvisati, e pur nelle difficoltà che purtroppo non riguardano solo la nostra struttura, stiamo affrontando la situazione con la massima trasparenza possibile».

Da capire ora quali siano le vie di uscita percorribili. Con le problematiche che si pongono che sono le stesse che per Casa Serena e in generale per tutte le case di riposo nazionali. Se anche nei prossimi 65 tamponi la percentuale di positivi si confermasse così alta sarebbe infatti inevitabile un’ospedalizzazione totale della struttura, che diventerebbe una sorta di Centro-Covid con i malati assistiti in loco. Rimarrebbe il problema dei negativi, spesso non trasferibili.

Il tempo per prendere decisioni e ridottissimo. Solo negli ultimi giorni ci sono stati cinque decessi, di cui quattro sospetti. Erano tutti affetti da gravi patologie di base, e in condizioni cliniche instabili o con patologie croniche degenerative in stadio avanzato, come però purtroppo molti degli ospiti della residenza, che rappresentano inevitabilmente la categoria più a rischio per il Covid. Un focolaio da gestire al meglio con tutti gli sforzi necessari per iniziare a vincere la guerra in quella che è diventata la sua ultima frontiera.

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