Coronavirus, i modelli matematici: in Sardegna possibile picco di contagi nelle prime due settimane di aprile

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Postazione Covid al Santissima Annunziata di Sassari (foto Ivan Nuvoli)

L’ipotesi considerata dalla Regione per la previsione dei posti letto nel piano di emergenza: ora la capienza è di 220, potrebbero servirne fino a 485

CAGLIARI. La Fase 2 purtroppo comincia a star stretta alla Sardegna. I posti negli ospedali potrebbero non bastare più. L’ultima disponibilità dichiarata dall’Unità di crisi è intorno a un centinaio di letti ancora vuoti. Nel dettaglio: i ricoverati sono 137, dato di lunedì 30 marzo, mentre sulla carta la capienza attuale è appena sopra le 220 unità. Non siamo al limite, ma poco ci manca. Perché il numero di contagi è aumentato in maniera esponenziale, qualche giorno fa soprattutto a causa dei focolai nelle case di riposo, e tra l’altro potrebbe essere molto vicina la data del possibile picco. Picco che fa paura ed è stato ipotizzato, stando ad alcuni modelli matematici, nelle prime due settimane di aprile, mentre negli stessi giorni in altre regioni la percentuale dei positivi dovrebbe iniziare invece a scendere.

Il quadro. A leggere il Piano strategico per far fronte ai ricoveri, proposto dall’assessore alla sanità Mario Nieddu e approvato a marzo dalla Giunta, la Sardegna ha superato da tempo la Fase 1, quella più leggera. Fase che prevedeva all’inizio 18 posti letto Covid-19 suddivisi fra i tre ospedali pubblici di riferimento regionali: Santissima Annunziata, Sassari, Santissima Trinità, Cagliari, e San Francesco, Nuoro. Nella Fase 2, la Sardegna è entrata una decina di giorni fa, dopo i lavori di ristrutturazione nei padiglioni di Is Mirrionis, la riorganizzazione dei reparti al Santissima Annunziata e l’ampliamento della zona Covid al San Francesco. Poi, come deciso sempre dalla Giunta a fine marzo, sono entrati nella rete anche le case di cura Mater Olbia, Policlinico sassarese e Città di Quartu, che uno dopo l’altro secondo quanto dichiarato dal governatore Solinas – dovrebbero entrate a regime in una «strategia di integrazione fra pubblico e privato, per evitare che gli ospedali ritornino a finire sotto pressione com’è accaduto all’inizio dell’emergenza». Posti letto a parte, con questo rinforzo, sono aumentate le postazioni di terapia intensiva: una cinquantina in più. Stando alla tabella dell’Unità di crisi, allegata alla delibera di marzo, ora la disponibilità complessiva dovrebbe essere intorno ai 246 letti fra ricoverati gravi e meno gravi. Con un’assegnazione maggiore a favore degli ospedali del Nord Sardegna, 140 unità, e poco meno della metà a disposizione della macro area del Sud.

Lo scenario. Una volta che sarà superato il tetto dei 246 ricoveri, cosa che potrebbe accadere con l’annunciato picco, il Piano prevede il raddoppio immediato dei posti letto Covid-19. Con l’ingresso nella rete di altre 242 unità dopo il coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie presenti in Sardegna. E infatti la Fase 3, anteprima di una situazione che sarebbe a quel punto prossima all’apocalisse sanitaria, ipotizza in totale 485 posti letto, con questa distribuzione: 170 nella macro area del Nord e 316 nel Sud Sardegna. Il Piano straordinario prevede anche una Fase 4, la peggiore, ma senza indicare un numero massimo di posti letto necessari, perché quello sì che davvero sarebbe uno scenario catastrofico. (ua)

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