Coronavirus, gli studenti Erasmus al sindaco di Sassari: «Dateci un’altra chance»

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I ragazzi spagnoli espulsi chiedono scusa per la festa nell’attico di un palazzo

SASSARI. I sedici ragazzi spagnoli espulsi dal progetto Erasmus, ancora una volta si rivolgono al sindaco e alla città. «Scriviamo questo messaggio con il cuore in mano. Desideriamo poter spiegare con parole quanto siamo pentiti. Vorremmo porgere le nostre più sincere scuse alla città di Sassari, ai suoi cittadini e alle istituzioni tutte che ci hanno accolto e aiutati affinché ci integrassimo e sentissimo parte di un Paese così bello come è l’Italia, che ormai sentiamo come una seconda casa. Qualcuno di noi è qui da settembre, studiando nella vostra (ora anche un po’ nostra) Università, scoprendo la bellissima Sardegna ed impregnandoci della vostra cultura millenaria e provando a crescere e maturare come persone. Abbiamo formato una piccola famiglia con i nostri compagni di viaggio, tutti nella stessa situazione, ragazzi e ragazze lontani da casa che si incontrano, si conoscono e connettono. Abbiamo affrontato quest’avventura da soli e adesso siamo uniti pronti a darci forza l’un l’altro. Tutto questo grazie alla meravigliosa esperienza che ci ha offerto l’università di Sassari, che adesso non ci sentiamo capaci di lasciare. Altri di noi sono arrivati da poco, però siamo già entrati a far parte della famiglia. In un mese, o anche meno per alcuni di noi, ci siamo innamorati della città e della sua gente. Tutti sentiamo Sassari come casa nostra e siamo grati per la fortuna che abbiamo avuto nell’essere Erasmus qui».

«Speriamo sinceramente che non sia troppo tardi per rimediare ai nostri errori. Ci dispiace profondamente quello che è successo, sia disturbare il vicinato e soprattutto i danni che avremmo potuto causare alla popolazione sassarese, se ci avessimo pensato di sicuro non avremmo agito così. Davvero, credeteci siamo stati incoscienti e non volevamo fare del male a nessuno».

«Desideriamo poter chiedere scusa pubblicamente e mostrare tutto il nostro pentimento. Tutti siamo esseri umani e commettiamo errori, però quello che fa la differenza è ammetterli, fare ammenda e provare a rimediare. Per questo ci offriamo per collaborare in qualsiasi maniera in questa situazione così difficile che tutti noi dobbiamo affrontare. Ci assumiamo le responsabilità delle nostre azioni , chiediamo scusa e siamo pronti a rimediare ai nostri errori. Speriamo che siate disposti a darci una seconda possibilità. Nei nostri confronti pende già una denuncia penale, per la quale pagheremo le nostre responsabilità. La nostra richiesta è di poter almeno terminare il nostro percorso Erasmus ( pochi esami della sessione mancante) Le nostre scuse più sincere, i sedici studenti Erasmus».

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