Traditi dal cellulare dopo il furto

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L’iPhone rubato dai due sassaresi arrestati era stato localizzato nei pressi di un compro oro del centro

SASSARI. Quando qualche giorno dopo il furto in un’abitazione di Ossi hanno incautamente deciso di accendere l’iPhone trafugato all’interno dell’appartamento dal quale erano sparite anche due fedi nuziali, quattro orologi e duemila euro in contanti, sono iniziati i loro guai.

È stato proprio lo smartphone della Apple – immediatamente geolocalizzato dai carabinieri nella zona del centro storico di Sassari – a dare la svolta alle indagini che erano già bene avviate grazie alle dichiarazioni rese da alcuni testimoni ai militari del paese subito dopo il colpo.

In manette con l’accusa di furto aggravato è finito Davide Melki il 29enne originario di Tempio ma residente in città, già arrestato a fine novembre del 2018 dopo aver aggredito un carabiniere e poi staccato una parte d’orecchio allo zio, intervenuto in sua difesa sulle scale del condominio di via Sulcis in cui aveva tentato un furto in appartamento.

Con l’accusa di ricettazione è stato arrestato invece Giampiero Carboni, sassarese di 52 anni, anche lui noto alle forze dell’ordine. Secondo i carabinieri della stazione di Ossi e gli investigatori della sezione operativa della compagnia di Sassari che hanno svolto insieme le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, Melki avrebbe messo a segno il colpo in paese il 7 marzo scorso e Carboni si sarebbe occupato di smerciare la refurtiva in città.

In libertà dallo scorso mese di dicembre in attesa del processo per la brutale aggressione di via Sulcis, venti giorni fa Melki era stato notato aggirarsi per le strade di Ossi con un’auto bicolore che non era passata inosservata. Alle 18.30 l’uomo aveva tentato un primo colpo, ma poi era fuggito quando l’arrivo di un passante aveva mandato all’aria i suoi piani. Meno di un’ora dopo il 29enne era riuscito a introdursi all’interno di un’altra abitazione del paese e mettere a segno il colpo. Tornato in città aveva affidato a Carboni la refurtiva. Qualche giorno dopo l’errore che li ha fatti finire entrambi nei guai. Quando lo smartphone si è acceso i carabinieri sono piombati al centro storico e lo hanno trovato nelle mani di un cittadino straniero che ha riferirlo di averlo appena trovato. A quel punto, analizzando a ritroso la cronologia dei movimento registrata sullo smartphone, i militari sono risaliti a un compro oro in cui l’iPhone era rimasto per diverso tempo e al quale erano state vendute le due fedi nuziali proprio da Carboni. Il puzzle si è chiuso quando i carabinieri hanno trovato anche l’auto bicolore di Melki, che era priva di assicurazione ed è stata sequestrata. Per entrambi, difesi dagli avvocati Andrea Piroddi e Paolo Spano, il gip Antonello Spanu ha disposto gli arresti domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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