Covid alla casa di riposo, tamponi a due operatrici

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Un paziente era risultato positivo, le lavoratrici in quarantena con febbre e tosse Il presidente della fondazione chiede controlli per gli altri dipendenti e gli ospiti

PORTO TORRES. Il personale medico dell’Unità di crisi del nord Sardegna, istituita per gestire l’emergenza del coronavirus, ha effettuato i primi due tamponi alle operatrici socio-sanitarie che lavorano all’interno della casa di riposo Biccheddu-Deroma. Le due operatrici hanno infatti presentato sintomi febbrili e tosse subito dopo il ricovero all’ospedale di Sassari dell’ospite risultato positivo al Covid 19, e per loro è scattata immediatamente la procedura di quarantena nel loro domicilio.

Il personale dell’Unità di crisi ha quindi raggiunto le due Oss nelle abitazioni e nel frattempo sta monitorando telefonicamente, più volte al giorno, sia il personale sia le condizioni degli ospiti della casa di riposo. Questo per verificare che il contagio non si propaghi all’interno, nonostante siano state adottate fin dall’inizio dell’emergenza tutte le disposizioni in merito alla limitazione degli accessi, al monitoraggio degli ospiti e alla tutela degli operatori.

«Aspettiamo comunque che arrivino quanto prima i risultati dei tamponi – dice il presidente della fondazione, Pierluigi Molino – e in ogni caso ho sollecitato con tutti i mezzi a mia disposizione l’esecuzione di tutti gli altri tamponi sia per il personale che per gli ospiti della casa di riposo».

Della situazione attuale è stato informato anche il sindaco Sean Wheeler, essendo il responsabile dell’autorità sanitaria locale, che a sua volta ha richiesto ufficialmente alla Regione e all’Azienda tutela della salute che vengano effettuate le adeguate verifiche nella casa di riposo per anziani. Soprattutto perché sono trascorsi diversi giorni dall’accertamento di un caso di infezione da coronavirus all’interno della stessa struttura e non sono stati effettuati i tamponi al personale ancora in servizio, agli anziani residenti e ai loro familiari e ai medici di base che sono stati a contatto con i pazienti anziani.

Una situazione che continua a preoccupare anche la maggior parte delle persone che per diversi motivi frequenta la casa di riposo. Cittadini che attendono con trepidazione i risultati dei primi due tamponi sulle operatrici che lavorano nell’immobile di fronte alla basilica di San Gavino. «Oggi (ieri, ndc) é stato male un altro nostro ospite – aggiunge il presidente Molino – che precauzionalmente è stato ricoverato in ospedale, non potendo disporre di cure mediche a domicilio».

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