Arst, incontro fiume e l’ombra della Cig per 2mila lavoratori

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Il taglio del 50% dei servizi ha messo in crisi l’azienda I sindacati: prima le ferie e un fondo di solidarietà 

SASSARI. Arriva l’ombra della cassa integrazione per circa duemila lavoratori dell’Arst. Le sorti dei dipendenti dell’azienda regionale di trasporti dipenderanno da come, nelle prossime settimane, evolverà la situazione dell’epidemia da Coronavirus. Ma all’orizzonte si intravedono tempi difficili.

Intanto, però, sindacati e azienda hanno raggiunto mercoledì a tarda sera un importantissimo accordo. Un ammortizzatore sociale che prevede il pagamento dell’80% dello stipendio, con l’azienda che insieme ai lavoratori integrerà e provvederà a compensare il restante 20%. E sarà sempre la stessa azienda ad anticipare quell’80% per garantire ai dipendenti una cadenza regolare del salario.

È questa, in sintesi, la decisione emersa dall’incontro tra i vertici dell’Arst e i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal e Ugl Fna.

Un confronto durato diverse ore, impegnativo e intenso durante il quale «si è discusso di tutte le problematiche inerenti il drastico calo della domanda da parte dell’utenza per i servizi del trasporto pubblico locale – spiega Roberto Muru, segretario regionale della Faisa Cisal – Sono stati mantenuti solo i collegamenti essenziali e per questo già lo scorso 16 marzo c’era stato il taglio del 50% dei servizi programmati voluto dall’assessore regionale ai Trasporti Giorgio Todde con l’ordinanza del 13 marzo 2020, in funzione dei provvedimenti dettati dai numerosi recenti decreti ministeriali emanati dal presidente del Consiglio Conte».

La direzione dell’Arst ha evidenziato nell’incontro come il taglio del 50% dei servizi programmati ha inevitabilmente costretto l’azienda a procedere con una riorganizzazione e una riduzione del numero di turni di lavoro e del conseguente fabbisogno giornaliero di impiego di personale.

«In considerazione del decreto “Cura Italia” e dell’accordo nazionale del 23 maggio 2016 – prosegue Muru – si è arrivati a un concordato. Ricordando che in virtù dell’assorbimento recente di tutti gli idonei presenti nella graduatoria dell’ultimo concorso Arst e del nuovo bando pubblicato qualche giorno fa per una nuova selezione di personale operatore di esercizio, e nonostante l’emergenza Covid-19 abbia investito tutte le aziende sarde del trasporto pubblico locale, la direzione Arst ha dimostrato di voler essere dalla parte dell’organico aziendale. Per contenere la negativa ricaduta salariale, i lavoratori interessati saranno avviati all’ammortizzatore sociale, previo esaurimento di ferie, permessi ed ex festività maturate e non godute degli anni precedenti, dando priorità a coloro che hanno un quantitativo complessivo maggiore e si potrà anche chiedere di utilizzare le ferie dell’anno in corso (in tutto o in parte)».

«Qualora non dovesse essere sufficiente lo smaltimento delle ferie maturate e riferite all’anno scorso – aggiunge Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil – è prevista l’attivazione di un fondo di solidarietà bilaterale. Il vero valore dell’accordo è che prima ancora di utilizzare qualsiasi forma di ammortizzatore sociale i lavoratori verranno collocati in ferie per smaltire quelle arretrate con una rotazione equa tra tutto il personale. Anche l’intero gruppo dirigente farà la sua parte devolvendo sette giornate di ferie ciascuno».

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