Poste, nuove regole per i recapiti a domicilio

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Il postino imbucherà le raccomandate nella cassetta firmando per i destinatari A causa dell’emergenza Covid modalità di consegna modificate fino al 30 giugno

SASSARI. Dopo i disagi dei giorni scorsi quando a diversi cittadini non sono state consegnate a domicilio raccomandate, assicurate e pacchi, ma soltanto l’avviso di giacenza, nonostante i destinatari fossero a casa a causa della quarantena imposta dall’epidemia di coronavirus, Poste Italiane interviene per far conoscere le nuove modalità di recapito. Che «per effetto del decreto “Cura Italia” saranno in vigore fino al 30 giugno, al fine di assicurare una maggiore tutela sia alla clientela sia al personale addetto alla consegna», spiega una nota dell’azienda.

Le Poste affermano che «in particolare, l’articolo 108 del Decreto stabilisce che la firma del destinatario per ricevuta e tutti gli adempimenti siano effettuati dal portalettere, che una volta accertata l’effettiva presenza a domicilio del destinatario, anziché eseguire la consegna “a mano”, introdurrà il documento nella cassetta postale senza avere pertanto un contatto ravvicinato con la persona che riceve». Inoltre «lo stesso decreto prevede che sul documento di consegna sia indicata anche la suddetta modalità di recapito che sarà comunque valida come prova di ricezione del documento e avrà valore di avvenuta notifica». Quindi è chiarito che i postini devono bussare nelle case per poter eseguire il recapito e solo se non ricevono risposta dovranno lasciare l’avviso di giacenza.

Restano alcune particolari tipologia di oggetti per la cui consegna occorre la firma del destinatario, come patenti di guida, carte di identità, passaporti e contrassegni, le Poste precisano che «sono in vigore le stesse nuove temporanee modalità di notifica ma, in quanto oggetti che prevedono un pagamento oppure un riconoscimento “forte” da parte dell’operatore, la consegna dell’invio sarà effettuata nell’ufficio postale indicato nell’avviso che il portalettere lascerà all’interno della cassetta postale del destinatario».

I problemi resteranno però per quanti avendo ricevuto l’avviso ma non la corrispondenza non possono ritirarla perché l’ufficio postale è stato nel frattempo chiuso sempre per l’emergenza coronavirus. E non potendo nessuno prevedere quando questa finirà, potrebbero dover aspettare mesi prima di poter conoscere il contenuto della raccomandata o di un altro documento, rimasti in giacenza.

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