La “fiesta” è finita: cacciati i 16 Erasmus

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Il rettore Carpinelli ha stabilito l’interruzione immediata del progetto di mobilità per i protagonisti del party in terrazzo

SASSARI. La “fiesta” è finita, si torna a casa. Ma questa volta non perché si è fatto giorno o perché di cerveza e sangria sono rimaste solo le bottiglie vuote. Si torna a casa a testa bassa, con una denuncia penale e un decreto di espulsione immediata con tanto di bollo dell’ateneo turritano.

Si è concluso ieri – nel peggiore dei modi – il progetto Erasmus per i sedici studenti spagnoli denunciati una settimana fa dalla polizia locale per aver organizzato un party alcolico su una terrazza di una palazzina che si affaccia tra via Matteotti e via Turati. Una festa organizzata in barba alle disposizioni del Governo e alle ordinanze comunali per contrastare il contagio del coronavirus, che giovedì scorso aveva fatto indignare tutto il quartiere. A spegnere la musica e il divertimento per gli studenti – che il giorno dopo la denuncia avevano anche sfidato le autorità con un post provocatorio su Instagram – è stato il rettore dell’università Massimo Carpinelli. A lui e al sindaco Campus i 16 ragazzi manderanno una lettera di scuse, ma a questo punto potrebbe non bastare.

Dopo la comunicazione inviata all’università dal primo cittadino l’ateneo ha emesso infatti un decreto di interruzione immediata dell’Erasmus per tutti i protagonisti della festa.

Una decisione che rimarrà nella storia dell’università come una delle pagine più nere del progetto di mobilità studentesca che negli ultimi trent’anni ha permesso a migliaia di studenti sassaresi di vivere un’esperienza unica – non solo di studio – nelle decine di università europee che hanno rapporti di collaborazione con l’ateneo turritano e ad altre tante migliaia di studenti provenienti da ogni angolo d’Europa di conoscere e apprezzare la nostra città. Il decreto di interruzione immediata dell’esperienza di studio ieri mattina è stato notificato agli interessati e alle loro università di appartenenza.

I sedici studenti, ragazze e ragazzi di dai 21 ai 26 anni, provengono dagli atenei di Cordoba, Granada, Alcalà de Henares, Barcellona, Burgos, Saragozza, Castilla La Mancha, Cantabria, Valencia e Leòn. «Ci duole essere arrivati a questa decisione – spiega il rettore Carpinelli – e dispiace la luce negativa che queste azioni gettano sulla condotta dei tanti studenti internazionali in ingresso ospitati dall’ateneo turritano, quotidianamente impegnati in una responsabile partecipazione alle attività formative erogate nei dipartimenti di afferenza e alle attività culturali offerte loro dalla città e dall’associazione degli studenti Erasmus, Erasmus Student Network Sassari». A informare il rettore Carpinelli – dopo la relazione dettagliata degli agenti della polizia locale – è stato il sindaco Nanni Campus, che ha definito quella festa organizzata in barba a ogni ordinaria misura di sicurezza e alle norme di contrasto del rischio di contagio «un fatto grave anche perché gli studenti spagnoli arrivati da diversi quartieri cittadini – sottolinea il sindaco – hanno avuto una reazione sprezzante verso i condomini e hanno mostrato inconsapevolezza della gravità della loro condotta». Ciò che ha colpito di più il primo cittadino è stato il fatto che i sedici studenti abbiano «dimostrato un’evidente mancanza di rispetto sia dell’ateneo turritano che li aveva accolti, sia della nostra comunità cittadina».

Giovedì scorso, a metà pomeriggio, erano stati gli uomini del comando di via Carlo Felice a mettere fine alla festa in terrazza. Dopo la segnalazione di alcuni cittadini indignati gli agenti, guidati dal comandante Gianni Serra, avevano chiuso la strada e fatto sollevare in volo un drone. Gli studenti se lo erano visto sorvolare sopra le loro teste mentre bevevano e cantavano seduti pericolosamente su un cornicione. Poi a uno a uno erano stati identificai e denunciati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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