«Partoriremo da sole ma ce la faremo»

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Future mamme tra visite saltate, referti non ritirati e il travaglio senza i mariti: «I nostri figli ci daranno la forza necessaria»

SASSARI. Corsi pre-parto annullati, visite ginecologiche saltate, ecografie rimandate a ridosso del travaglio. Le mamme al tempo del Covid-19 metteranno al mondo i propri figli in solitudine e i padri li potranno vedere solo a distanza di giorni. «Ma ce la faremo – dicono – la forza ce la daranno i nostri piccoli che portiamo dentro».

«La preoccupazione è tanta, la scadenza per la nascita del mio bambino è fissata per l’11 maggio e tutti i controlli che avrei dovuto fare in queste settimane e nelle prossime non potrò invece farli». La storia di Simona è quella di decine di altre partorienti che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno qualche angoscia in più rispetto alle altre persone. Questa donna tenace di 32 anni si muove già a fatica e mentre parla ha il fiatone: «La pancia è molto grossa – sorride – Non è facile vivere la gravidanza ai tempi del Covid, io sono una donna forte e non mi scoraggio ma alcune mie amiche, soprattutto quelle che vivono questa esperienza per la prima volta, hanno paura».

Cosa è successo negli ultimi giorni? «Tanto per cominciare è il saltato il corso di preparazione al parto – spiega Simona – ci tenevo molto a farlo perché per la prima figlia non avevo potuto frequentarlo a causa di problemi lavorativi. È stato annullato sia il corso in programma alle cliniche San Pietro che quello del consultorio». Ed è solo il primo “intoppo”. «Avevo l’appuntamento dalla ginecologa il 6 marzo per l’ecografia e il 10 per la visita mensile. Mi ha chiamato e mi ha detto di non andare, non avevano i dispositivi di protezione e per la mia sicurezza sarebbe stato meglio rinviare. Ma anche le due date successive sono state annullate. Mi hanno consigliato di fare le visite solo nel caso si presenti qualche problema». Simona per il momento sta bene ma ci sono anche altre difficoltà che contribuiscono a non rendere del tutto serena la sua gravidanza. «Ad esempio non conosco l’esito dell’esame fatto in Malattie infettive per la toxoplasmosi. Il referto si ritira in quel reparto e per ovvie ragioni è impossibile andare. Non sono riuscita a mettermi in contatto con nessuno, gli infermieri mi hanno detto che c’era il caos totale e quindi non consegnavano più le analisi. È un esame importante perché se una mamma risulta positiva a questa infezione il bambino potrebbe avere dei problemi alla nascita». E poi ci sono i tamponi per lo streptococco. «Avrei dovuto farli questa settimana – spiega un’altra mamma che preferisce mantenere l’anonimato e che dovrebbe partorire il 14 aprile – ma sono saltati. E sono esami che, nel caso di esito positivo, richiedono una cura antibiotica perché altrimenti si può trasmettere lo streptococco al bambino. Così come non ho fatto la visita per il parto antalgico con l’epidurale. Insomma, la ginecologa mi ha detto che ci vedremo direttamente per il travaglio. È il mio primo figlio, non so riconoscere i segnali del mio corpo e per questo diventa tutto più preoccupante». Nel reparto delle Cliniche pare che si respiri un clima sereno, nonostante tutto: «Lavorano con grande professionalità. L’unico disagio è affrontare il travaglio da sole, senza marito o compagno accanto. Ci sono dei momenti di sconforto, sì, ma ciò che importa – concludono entrambe – è che tutto vada per il meglio. Noi siamo fiduciose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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