È giallo sulla morte di un 23enne in Trentino

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Il giovane di Porto Torres era partito dopo avere trovato un lavoro stagionale  Aveva febbre e problemi respiratori ma il tampone Covid era stato negativo

PORTO TORRES. Una morte avvolta dal mistero quella di un giovane portotorrese di 23 anni, trovato senza vita in un paesino del Trentino Alto Adige dove si era trasferito con tanto entusiasmo e voglia di lavorare. I carabinieri della stazione di Torbole, piccolo centro in provincia di Trento, venerdì hanno trovato il suo corpo dentro la casa dove viveva e rientrava quando finiva il suo turno di lavoro in una lavanderia industriale. I militari dell’Arma sono entrati nell’appartamento grazie all’aiuto dei vigili del fuoco di Riva del Garda.

Ancora difficile la ricostruzione delle ultime ore di vita del giovane, che nei giorni scorsi aveva iniziato ad accusare febbre alta, anche a 40 gradi, mal di testa e dei sintomi respiratori preoccupanti. Ha deciso allora di allertare il centralino del posto di polizia, non avendo a disposizione i recapiti telefonici della sanità trentina, che lo ha subito messo in contatto con l’Azienda sanitaria. I medici lo hanno anche sottoposto per due volte al tampone del coronavirus in giornate diverse, sempre con esito negativo, ma i sintomi febbrili non accennavano assolutamente a calare. Così è rimasto a casa per continuare la terapia prescrittagli dai medici e i volontari della Caritas gli hanno portato a domicilio cibo e farmaci. Gli unici contatti del 23enne erano solo quelli telefonici con la sorella, che vive a Porto Torres, la quale a distanza cercava di confortarlo. La situazione è però completamente precipitata a metà della scorsa settimana, quando il giovane si è aggravato e ha cominciato a isolarsi dal resto del mondo. Non aveva infatti più voglia di parlare e, cosa ancora più grave, non rispondeva più al telefono. Un comportamento strano e inusuale che ha fatto allarmare i familiari, i quali hanno cercato in tutti i modi di capire cosa stesse succedendo.

Alla fine hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri con una telefonata e a quel punto sono venuti a conoscenza del terribile epilogo della vicenda. Una notizia che ha gettato nello sconforto i parenti del giovane. Nell’appartamento di Torbole I sono arrivati anche gli specialisti della polizia scientifica che hanno avviato le indagini per cercare di risalire alle cause del decesso del giovane e sarà l’autopsia di domani a chiarire qualsiasi dubbio sulla morte.

Tanti interrogativi, pertanto, sulla fine misteriosa di un ragazzo di buona famiglia che aveva cercato e trovato un lavoro fuori dall’isola ma conservando sempre ben saldi i rapporti con la sua famiglia e gli amici. Sgomento nei social da parte di chi conosceva questo giovane affettuoso e gioviale. E anche dediche da parte di chi lo vede ancora accanto: “Morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora”, ha scritto una giovane.

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