in

Sassari, il calvario dei dializzati positivi al coronavirus: «Siamo abbandonati»

Rientrano a casa da soli e non hanno assistenza domiciliare. Il racconto della figlia di un paziente: «Stiamo in cinque in un appartamento nessun infermiere viene a medicare mio padre perché non ci sono le mascherine»

SASSARI. In questa surreale lotta per la sopravvivenza che ingabbia le esistenze, il tampone positivo è uno salto di livello inquietante. Dalla reclusione nelle quattro mura si passa a una blindatura impalpabile, fatta di angoscia, incertezza e spesso abbandono. «Presente i cani mollati per strada a luglio? In questo momento ci sentiamo esattamente così». Elisabetta P. due giorni fa ha saputo che il padre è stato contagiato nel reparto di dialisi del Santissima Annunziata.

«Probabilmente otto o dieci giorni fa, il tampone è stato fatto mercoledì e l’esito si è avuto solo venerdì. Ci aspettavamo un supporto valido, pensavamo di ricevere indicazioni precise sul da farsi, e invece ci siamo accorti che tutti brancolano nel buio: i medici in prima battuta, che non sanno come comportarsi di fronte a un’emergenza più grande di loro. Perché loro stessi, è palese, non hanno ricevuto istruzioni adeguate. Quindi ci mettono l’anima e rischiano la vita, ma ogni sforzo, davanti a questa incredibile disorganizzazione, rischia di diventare inutile». La pratica dei pazienti dializzati, il giorno che si è scoperto un caso positivo in reparto, è stata liquidata così: «Portateveli a casa e state in isolamento». Fine delle trasmissioni.

Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

continua a leggere su: La Nuova Sardegna

Voi cosa ne pensate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

GIPHY App Key not set. Please check settings

Enthusiast

Written by ViviSassari

Years Of MembershipList MakerMeme MakerPoll Maker

Positivi 3 ospiti Tamponi a tutti gli operatori

Campus porta vicinanza di Sassari al personale dell’ospedale