La Vergine in Cattedrale per vegliare sulla città

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Come 77 anni fa, domani il simulacro verrà traslato da San Pietro al Duomo Il vescovo Saba: «Tutti i fedeli, dalle proprie case, dovranno unirsi in preghiera»

SASSARI. All’annuncio del vescovo la commozione era palpabile e non solo per la gravità della situazione, ma soprattutto per la consapevolezza che la decisione presa da Gian Franco Saba non ha precedenti nella storia del Voto. Proprio come 77 anni fa, domani mattina il simulacro della Vergine delle Grazie, simbolo della devozione mariana dei sassaresi, sarà prelevato dal santuario di San Pietro in Silki e portato in Duomo per invocare la protezione della città di fronte all’avanzata inesorabile dell’epidemia di Coronavirus che da un mese sta tenendo il mondo sotto scacco.

Il presule turritano ha maturato la decisione dopo una riflessione profonda. Così, domani, la statua della patrona speciale dei sassaresi sarà traslata nella cattedrale di San Nicola che nei prossimi giorni diventerà, più che mai, fulcro di una serie di celebrazioni a lei dedicate alle quali i fedeli potranno partecipare da casa grazie alle dirette streaming e televisive organizzate dalla diocesi. L’annuncio è stato dato mercoledì a conclusione di una Messa celebrata dal vescovo Gian Franco nelle Cliniche di San Pietro: «Vista e considerata la situazione attuale di straordinaria emergenza, a conclusione di questa Eucaristia – ha detto il vescovo ai fedeli riuniti – facendomi interprete delle molteplici richieste che ho ricevuto dai fedeli laici e dai sacerdoti, desidero comunicare proprio da questo luogo simbolico che da domenica 22 marzo il simulacro della Madonna delle Grazie sarà solennemente collocato in forma straordinaria nella Cattedrale». A distanza di circa ottant’anni, dunque, in circostanze analoghe a quelle che avevano spinto l’allora vescovo Arcangelo Mazzotti a istituire il Voto, sarà replicata la traslazione straordinaria del simulacro della Vergine delle Grazie. Oggi non sono certo le incursioni aeree a far temere per Sassari e il territorio, ma una minaccia altrettanto insidiosa legata alla propagazione dell’epidemia. Per implorare da Dio la custodia, la protezione e la guarigione, i sacerdoti si alterneranno in preghiera nella chiesa cattedrale, come ha disposto l’arcivescovo, ma nel rispetto delle norme restrittive prescritte dal Governo, sostenute dalla Conferenza episcopale italiana e sollecitate dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Tutti i fedeli, dunque, si uniranno alla preghiera dalla propria casa, data l’impossibilità di farlo di persona all’interno del Duomo.

«La chiesa cattedrale – è detto in una nota diffusa dalla diocesi turritana nella tarda notte di giovedì – è stata scelta come luogo-segno della Chiesa Madre che si prende cura dei propri figli, della Chiesa casa e famiglia di tutti. Allo stesso modo, ogni casa, luogo e persone dedite alla cura dell’altro sono presentate e affidate al Signore con Maria». Per questo, alle 10 di domani tutte le campane delle chiese della diocesi suoneranno a festa lacerando la pesante cappa di surreale silenzio che da giorni grava su una città attonita e sgomenta.

«La partecipazione consentita esclusivamente da casa non sminuisce la forza della preghiera, elevata in unità dal luogo in cui ciascuno si trova non potendo accedere all’interno del Duomo».

La decisione storica di monsignor Saba riunisce quindi in un atto di fede profonda e di comunione straordinaria l’intera Chiesa turritana che potrà partecipare spiritualmente attraverso la diretta streaming condivisa sui canali della diocesi (sito web e YouTube) e nella diretta televisiva offerta da Canale12.

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